Blackout a Bibione, cento clienti lasciano il ristorante
Attività senza corrente anche per tre ore. Ascom e Federalberghi: «Linee vecchie, basta: non è più tollerabile»

Sabato sera, 20 giugno, di disagi per colpa di un black out diffuso a macchia di leopardo a Bibione. Notte al caldo per alcuni appartamenti, mentre un centinaio di persone si sono dovuti alzare dai tavoli di in ristorante e andarsene.
Il black out è stato parziale in centro, molto diffuso invece tra Lido del Sole e Bibione Pineda. La richiesta di aria condizionata ha mandato in tilt le linee elettriche che sono andate in sofferenza. Commercianti, ristoratori e altri hanno affrontato in queste condizioni l’arrivo di migliaia di turisti che restano qui in vacanza.
Nelle scorse settimane gli albergatori dell’Aba Bibione avevano protestato perché alcuni lavori di manutenzione erano stati organizzati al punto da chiudere tutte le linee per molte ore. Enel ha poi cambiato idea decidendo di lavorare solo un paio d’ore. Il tema però è un altro. Le linee sono vecchie di decenni, dicono a Bibione. I black out poi sono imprevedibili, c’è sempre il rischio che qualcuno possa farsi male. «Quanto accaduto ormai non è più tollerabile» attacca Alberto Marchetti, il presidente degli albergatori riuniti nell’Aba Federalberghi «ci sono stati due sbalzi molto forti a Lido del Sole, almeno tre grandi alberghi sono rimasti privi di corrente elettrica per tre ore, mentre in altri casi la luce è tornata solo dopo molte ore. Persistendo il caldo, temiamo che episodi simili possano ripetersi di continuo. Siamo molto preoccupati».
Arrabbiato anche Manrico Pedrina, presidente di Confcommercio mandamentale e reggente della delegazione di Bibione San Michele. «Il centro ha patito certamente di meno le conseguenze del blackout, ma anche lì non sono mandati i disagi. Il mondo della ristorazione e della cucina sono andati visibilmente in differenza. La gente è stanca. Se le alternative al gas sono queste mi rendo conto che i problemi sono enormi. Ci sono imprese fortemente energivore e vanno assecondate, poiché pagano un servizio e vanno tutelati. Mi metto nei panni di quel ristoratore che ha costretto a far alzare da tavola oltre un centinaio di turisti affamati poiché non c’era la corrente elettrica».
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