Bene l’export, ma la crisi frena ancora la ripresa

Il bilancio del primo trimestre 2015 delle imprese di Quarto d’Altino e Marcon Roccato (Apindustria): le banche stringono sul credito, il fisco blocca il rilancio
20090325 - ROMA -POL- CASA: BERLUSCONI, FAREMO ANCHE GRANDE PIANO NUOVE ABITAZIONI. Un cantiere edile fotografato questo pomeriggio a Pontedera (Pisa). Un grande piano per la costruzione di nuove abitazioni per le giovani coppie e le famiglie in difficoltà". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scendendo in sala stampa a Palazzo Chigi mentre è ancora in corso la Conferenza Unificata sul piano per l'edilizia privata, annuncia anche un nuovo intervento sulla casa.ANSA/FRANCO SILVI/ coc
20090325 - ROMA -POL- CASA: BERLUSCONI, FAREMO ANCHE GRANDE PIANO NUOVE ABITAZIONI. Un cantiere edile fotografato questo pomeriggio a Pontedera (Pisa). Un grande piano per la costruzione di nuove abitazioni per le giovani coppie e le famiglie in difficoltà". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scendendo in sala stampa a Palazzo Chigi mentre è ancora in corso la Conferenza Unificata sul piano per l'edilizia privata, annuncia anche un nuovo intervento sulla casa.ANSA/FRANCO SILVI/ coc

QUARTO D’ALTINO. «L’emorragia rallenta la morsa, ma non si vedono grandi segnali di crescita». L’ufficio studi di Apindustria Venezia e l’Aniem regionale hanno presentato i dati che riguardano la piccola e media impresa di Marcon e Quarto d’Altino relativi al primo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Domanda interna debole che condiziona la crescita, positivo solo il trend delle aziende del manifatturiero che lavorano per l’estero (+6,5%), mentre il mercato interno cala del 3,5%. A tenere, dunque, è solo l’export.

Per quanto riguarda il settore edile il fatturato è in ulteriore calo del 3,8% a fine 2014 e in calo del 25-30% da inizio crisi. Si abbassano del 4,6% i prestiti delle banche a famiglie e imprese e il tasso di disoccupazione medio è del 6,8%.

Il direttore regionale Pier Orlando Roccato (Apindustria) è chiaro: «Sembra che l’emorragia stia leggermente rallentando. Anche se dalle prime proiezioni del 2015 la ripresa è ancora tutta da verificare. È fondamentale che le risorse messe in circolazione possano entrare nel circuito famiglie-imprese, altrimenti siamo al punto di partenza».

Dagli incontri con gli imprenditori è emerso che uno dei fattori che determinano le chiusure delle attività è causato dal fatto che le banche non concedono credito, mentre un dato ulteriormente negativo è rappresentato da un fisco sempre più opprimente e da una tassazione che arriva anche al 60-70%. «Il Job Act tanto decantato non ha alcun piano di rilancio per le nostre imprese», ha aggiunto l’ex presidente della commissione provinciale Lavoro, Roberto Dal Cin, «non si stanno liberando risorse per l’industria».

Marta Artico

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