«Bene la gara per Rialto ma attenti agli speculatori»

La professoressa Calabi: «D’accordo sul percorso e sulla fase partecipata L’importante è fissare dei paletti perché chi partecipa aiuti davvero il mercato»
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 14.11.2018.- Palazzo in Pescheria sopra il Mercato del pesce di Rialto.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 14.11.2018.- Palazzo in Pescheria sopra il Mercato del pesce di Rialto.



«Siamo un po’ delusi perché, nonostante una domanda scritta - come la Commissione consiliare Cultura del Comune ci aveva richiesto - non ci è stato consentito di esporre a Ca’ Farsetti il nostro progetto per la rivitalizzazione di Rialto, ma siamo sostanzialmente d’accordo con il percorso annunciato dall’assessore Romor. Va bene l’avviso pubblico internazionale e poi il bando per la gestione della Loggia delle Pescherie e dell’area realtina in accordo con gli operatori del mercato, ma l’importante è che - come ha detto l’assessore - ci sia una fase partecipata. E soprattutto si fissino paletti precisi sui criteri di rivitalizzazione. Non vorremmo che arrivasse il solito imprenditore - perché ce ne sono già di interessati - che faccia un’offerta di qualche milione di euro e si aggiudichi l’edificio e l’area per fare poi un’operazione esclusivamente speculativa a fini turistici che non serva alla città e agli stessi operatori del mercato». A parlare è la professoressa Donatella Calabi, storica che insieme al collega Luca Molà ha predisposto il progetto scientifico per il nuovo museo sulla storia del commercio di Rialto, da collocare appunto nella Loggia delle Pescherie - affidata dal Comune alla Fondazione Musei Civici ma vuota ormai da anni - accompagnato però anche da una rivitalizzazione del mercato, sempre più in difficolòtà, legato non solo a iniziative culturali, ma anche gastronomiche, legate al cibo e anche all’artigianato veneziano. Un progetto predisposto dall’associazione civica Rialto Novo che ha già raccolto oltre 4500 firme intorno al progetto - anche con l’azione del segretario Gabriella Giaretta - spingendo anche il Comune a muoversi.

«E giusto che il Comune chieda un piano di fattibilità del progetto - spiega ancora Calabi - e anche noi lo stiamo predisponendo con possibili finanziatori interessati, anche se la parte dell’infrastrutturazione del palazzetto delle Pescherie dovrebbe essere a carico del Comune, che ne è il proprietario, anche se lo ha affidato in concessione alla Fondazione Musei Civici. Da cui per ora non arrivano indicazioni, finora non è mai stata presente agli incontri da noi organizzati e anche l’incontro che ho avuto con il direttore Gabriella Belli è stato del tutto interlocutorio. L’impressione è che loro abbiano altri prigetti, ma mai esplicitati, anche se in passato era stata la stessa Fondazione a parlare di un possibile museo virtuale su Rialto alle Pescherie. Attendiamo di capire, nei prossimi incontri che la Commissione Cultura insieme a quella del Commercio programmerà, come ci è stato detto».

Calavi insiste sulla necessità di intervenire celermente anche per salvare il mercato di Rialto. «La crisi non è legata solo al calo dei residenti - commenta - ma anche a una diversa organizzazione di orari e di vita delle persone rispetto al passato. Per questo è necessario che il mercato di Rialto, come avviene in altre città - Lubecca, Amburgo, Tolosa, Barcellona - sia accompagnato da altre attività che lo rendano vivo duirante tutta la giornata, legate al cibo, all’artigianato, alla cultura. Ma non c’è più tempo da perdere». —

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