«Basta all’Arsenale-palcoscenico qui cantieri per le barche in legno»

Parla Luigi Fozzati, presidente del Forum di associazioni cittadine che da anni si battono perché l’area ritrovi la sua essenza economica 
E.t.

La Proposta

«L’Arsenale non può essere solo un palcoscenico temporaneo per i grandi eventi - come sarà tra pochi giorni anche il G20, con la presenza dei rappresentanti delle maggiori potenze economiche del mondo. Deve tornare alla sua storia e al rapporto con l’acqua che lo ha sempre contraddistinto».

A parlare in questi termini è il presidente del Forum Arsenale, che riunisce le associazioni cittadine che da anni chiedono un utilizzo diverso del complesso, avendo già presentato numerose proposte finora rimaste lettera morta, avendo scritto al sindaco Luigi Brugnaro e al presidente della Regione Luca Zaia.

«L’Arsenale non può essere un’appendice temporanea della monocultura turistica veneziana», spiega ancora Fozzati, «ma deve valorizzare le attività artigianali della città che sono connesse al rapporto di Venezia con il mare. Penso al restauro e alla manutenzione delle barche in legno e di quelle storiche, come avviene proficuamente già negli Arsenale di tutto il mondo. Ma anche al trasferimento in questi spazi che sono enormi e inutilizzati dei due grandi cantieri di rimessaggio di barche che esistono ancora nella città storica. Il Salone della nautica di lusso da poco concluso va benissimo, ma dura pochi giorni e non coinvolge minimamente comunque gli abitanti di Castello. Il sindaco Brugnaro ne aveva anche parlato durante la sua campagna elettorale, ma poi evidentemente se ne è dimenticato. Anche la Soprintendenza veneziana svolge un ruolo estremamente passivo rispetto a un bene monumentale che dovrebbe essere di suo stretto interesse. Qualche volta è necessario dire anche qualche “No” alle amministrazioni».

Il presidente del Forum Arsenale è anche molto critico rispetto alla prospettiva che l’Arsenale, negli spazi del Consorzio Venezia Nuova diventi il cantiere per la futura manutenzione delle paratoie del Mose. «E’ una cosa che non sta né in cielo né in terra, è assurdo che gli spazi monumentali dell’Arsenale vengano ridotti così, è qualcosa che non c’entra proprio nulla con la cantieristica nautica. Spero davvero che si tratti solo di un’ipotesi. All’Arsenale dovrebbero essere insediate funzioni di ricerca e di tipo culturale, penso ad esempio ad una università e una biblioteca del mare e anche le funzioni residenziali potrebbero trovare spazio in questo gigantesco complesso, che chiede solo di essere recuperato e di essere aperto anche alla fruizione da parte dei cittadini, per ora preclusa. Sono richieste di buon senso, ma purtroppo attualmente su di esse c’è una capacità di attenzione sia dal Comune, sia dalla Regione. E per questo l’Arsenale resta un deserto tranne i brevi periodi dell’anno. E’ veramente arrivato il momento di invertire la tendenza e è pensare seriamente al suo recupero, prima che i veneziani spariscano del tutto». —



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