Baby-ladra finisce in carcere

Zingarella di 16 anni la prima «vittima» del pronunciamento della Cassazione. I carabinieri di San Donà sfruttano subito il giro di vite nei confronti dei baby-ladri. Nelle prossime ore il giudice deciderà sulla convalida dell’arresto
SAN DONA’ Due zingarelle arrestate mentre si preparano a compiere un furto in una casa di Meolo e i carabinieri di San Donà «sfruttano» la sentenza della Cassazione su baby-ladruncoli e mini-scippatori e mandano in carcere minorile di Treviso una ragazzina croata di 16 anni. K.S., queste le iniziali della giovanissima «galeotta» croata, con una connazionale di 11 anni (quest’ultima è stata accompagnata alla casa paterna Opera Pia di San Donà di Piave) aveva tentato un furto in una abitazione vicina al centro di Meolo.


La sentenza.
Quando hanno colto sul fatto le due ladre, i carabinieri hanno subito pensato alla recente sentenza della Cassazione, che ha stabilito la «linea dura» nel caso di una nomade minorenne arrestata due anni fa a Roma. I giudici della Cassazione, quarta sezione penale, hanno deciso che anche i minori possono essere sottoposti a carcerazione preventiva nel caso abbiano compiuto atti illeciti puniti con la reclusione non inferiore a nove anni e, novità, altre fattispecie di reato come il tentato furto in appartamento con effrazione. Hanno individuato, dunque, una circostanza aggravante in questi specifici casi. Sentenza che contrasta con un secondo orientamento secondo il quale scippi e furti non rientrano invece nei casi in cui la custodia cautelare è applicabile anche ai minorenni. Ma il primo pronunciamento sembra al momento prevalere sul secondo.


Palla al balzo.
Nel caso di Meolo, i carabinieri della compagnia di San Donà, competente territorialmente, coordinati dal maresciallo Raimondo Boso, hanno per così dire colto la palla al balzo e quindi arrestato e spedito in carcere minorile a Treviso la 16enne croata con ottime probabilità, a questo punto, che l’arresto venga convalidato dal giudice minorile. L’altra nomade, invece, avendo solo 11 anni, è stata accompagnata nell’istituto che ospita i minori con gravi disagi. Istituto, la Casa paterna di San Donà, che fa parte di quelli dai quali normalmente gli zingarelli accompagnati fuggono appena se ne presenta l’occasione, per poi tornare ai campi nomadi di provenienza e continuare a perpetrare gli stessi reati, quasi sempre furti in appartamenti.


Severità
. Dopo tanti interventi per la prevenzione dei furti nel Basso Piave, con minori colti in flagranza ma sempre rimessi in libertà e accompagnati alla casa paterna, i militari hanno bloccato la nomade e l’hanno arrestata senza esitare, provvedendo subito a rinchiuderla in carcere, forti della sentenza della Cassazione che potrebbe rappresentare un’autentica rivoluzione nella lotta contro la criminalità minorile.


Il fatto
. Il tentato furto è avvenuto in via Fantinello a Losson della Battaglia, piccola frazione di Meolo in provicnia di Venezia. Le due ragazzine avevano scassinato la serratura di una finestra e erano già entrate nell’abitazione. Un vicino di casa, però, le ha notate e, dopo aver seguito le loro mosse, ha avvisato i carabinieri con una telefonata al 112. Le nomadi avevano forzato le finestre della casa con un cacciavite di grosse dimensioni, utilizzato per scardinare l’infisso dell’abitazione.


La cattura
. I carabinieri della stazione di Meolo si sono precipitati sul posto e hanno visto quasi subito le due nomadi all’interno della casa che tentavano di scappare, ma le hanno bloccate e tratte in arresto. Le giovani sono ora a disposizione dell’ autorità giudiziaria che dovrà decidere fin dalle prossime ore se convalidare o meno l’arresto in carcere della più grande: ora la possibilità c’è.

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