Riviera del Brenta, caro gasolio e guerra in Iran: già trenta autotrasportatori in ferie forzate
Allarme degli artigiani: aziende in difficoltà, rischiano la chiusura. «Senza interventi su carburanti e tasse, il comparto rischia il collasso»

«Con un prezzo del gasolio a questi livelli, e se la crisi legata alla guerra con l’ Iran continuerà per mesi, il rischio è che decine di aziende di autotrasportatori del comprensorio della Riviera del Brenta possano chiudere. Già una trentina di dipendenti di queste aziende è stata messa in ferie forzate in queste settimane per mancanza di lavoro».
A dirlo è Francesco Brambilla capo categoria dell’associazione Artigiani Piccola e media impresa “Città della Riviera del Brenta”, che fa il punto della situazione insieme al segretario dell‘Associazione Giorgio Chinellato.
La situazione in Riviera del Brenta
Nel mandamento della Riviera del Brenta sono circa una quarantina le aziende artigiane dell’autotrasporto in attività.
«Da mesi», spiega Brambilla, «il prezzo del gasolio è altissimo, ora con la guerra in Iran e l’instabilità in tutto il Medio Oriente, è schizzato davvero alle stelle. Molte aziende dell’autotrasporto della Riviera del Brenta hanno ridotto il lavoro compiendo viaggi più brevi proprio a causa del caro gasolio. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le piccole aziende dell’autotrasporto della zona, spesso composte da 2- 3 dipendenti al massimo, che sono andate in grande difficoltà anche per fattori legati ad esempio alla concorrenza delle grandi aziende internazionali che dispongono di grandi flotte di camion e camionisti fatti lavorare spesso senza rispettare le norme previste».
Le ricadute della guerra in Iran
«Adesso questa crisi», continua Brambilla, «provocata dalla guerra in Iran, rischia di dare il colpo finale. Una trentina dipendenti, sono stati messi in ferie forzate. Per loro se la situazione non cambia scatterà inevitabilmente a ferie finite, la cassa integrazione».
Oltre al prezzo del gasolio l’appello degli autotrasportatori è anche al governo per quanto riguarda sia le calmierazioni del carburante, sia degli sconti fiscali.
«Intervengano in maniera efficace», conclude Brambilla, «le autorità preposte per calmierare i rincari dovuti a questa guerra, in primis il governo. Servono poi dei bonus fiscali per la nostra categoria che è una categoria energivora».
Gli autotrasportatori artigiani non dimenticano infine l’aumento dei ticket del pedaggio autostradale e l’assenza di un piano viario infrastrutturale della zona coordinato con gli autotrasportatori.
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