«Aveva una visione strategica» Il ricordo di Antonio D’Ancona

l’addio
«Antonio era la persona più onesta che io abbia mai conosciuto. Conosceva bene le norme. Ma questo non basta per far andare avanti il Paese. Lui aveva una visione strategica, un qualcosa di più. Lo ringrazio con tutto il cuore e la mente per quello che mi ha insegnato». Tocca a Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, ricordare il professor Antonio D’Ancona, Segretario generale del Comune scomparso il giorno di Venerdì santo all’età di 90 anni. Erano in tanti ieri nel duomo di Mestre venuti a dare l’ultimo saluto al Professore. Che ha lasciato un segno tangibile nell’amministrazione pubblica della città. Cacciari e Ugo Bergamo, anche lui ex sindaco, Cesare Campa, Giorgio Pilla e Mara Rumiz, assessori negli anni Ottanta e Novanta. Dirigenti del Comune cresciuti sotto la sua scuola sapiente come Vincenzo Sabato, Luca Fontanella, Maddalena Morino, Stefano Silvestri, Alessandra Vettori, l’assessore Renato Boraso con fascia tricolore in rappresentanza del sindaco Brugnaro.
Il parroco don Gianni Fazzini e monsignor Ettore Fornezza ricordano l’uomo religioso e buono. In prima fila i tre figli, Giacomo, Alessandro e Piergiorgio.
Atmosfera di commozione nella grande chiesa addobbata per l’addio a una figura importante per la storia recente veneziana.
«Senza di lui molte cose non saremmo riusciti a farle», dice Cacciari dal pulpito, «Antonio cercava di fare qualcosa di più, come dovremmo fare tutti nel nostro lavoro».
C’era anche una piccola rappresentanza dei suoi concittadini panteschi. Nell’isola di Pantelleria Amtonio D’Ancona era nato. Rimasto orfano in giovane età, aveva intrapreso la carriera di Segretario generale, diventando poi il rappresentante dell’associazione italiana della categoria. A lui si deve la nascita delle società partecipate, sotto la prima amministrazione Cacciari. Segretario con la giunta di Rigo e Pellicani, dal 1976, aveva poi guidato la macchina comunale fino al 1997, per poi passare alla Casino spa. —
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