Antichi atti ecclesiastici venduti al mercatino a Venezia

Trovati dai finanzieri sul banco di un antiquario in Campo San Maurizio. Sono stati restituiti al Patriarcato, per il venditore è stata disposta l’archiviazione del procedimento avendo dimostrato la buona fede

Francesco Furlan
I certificati ecclesiastici scoperti al mercatino dell’antiquariato dai finanzieri
I certificati ecclesiastici scoperti al mercatino dell’antiquariato dai finanzieri

È così che i finanzieri hanno scoperto che i parroci di un tempo erano, in qualche modo, dei loro colleghi ante litteram ai quali si rivolgeva anche il podestà per chiedere, per esempio, quali fossero le condizioni economiche dei parrocchiani che facevano richiesta del cosiddetto certificato di miseria che veniva rilasciato dai comuni o, appunto, dalle stesse parrocchie fino alla prima metà del XX secolo, per attestare lo stato di indigenza di una persona e consentirle l’accesso gratuito all’assistenza medica, ai brefotrofi o ad altri benefici.

La Guardia di Finanza di Venezia nei giorni scorsi ha recuperato 47 documenti originali di natura ecclesiastica, vergati a mano, destinati ai Parroci di San Zaccaria, in carica tra il 1823 e il 1835, risalenti al periodo in cui Venezia faceva parte del Regno Lombardo-Veneto.

I manoscritti, in vendita, sono stati ritrovati dai Finanzieri del 1° Nucleo operativo metropolitano di Venezia in Campo San Maurizio esposti con altri oggetti sul banchetto di un venditore di articoli di antiquariato il quale - non essendo in grado di attestarne la legittima provenienza e unitamente al collezionista da cui li avrebbe acquistati - è stato deferito all’autorità giudiziaria ma per il quale la procura ha già chiesto l’archiviazione, visto che ha dimostrato la sua buona fede: i documenti non erano stati da lui trafugati, ma li aveva a sua volta acquistati da altri antiquari.

Tra le missive recuperate, dal forte interesse storico-culturale e afferenti ad alcune circolari interne al Patriarcato di Venezia su esercizi spirituali e celebrazioni eucaristiche, emerge la corrispondenza con le Autorità di Governo, rappresentativa di uno spaccato del ruolo che le Parrocchie hanno rivestito nella vita pubblica della Venezia del XIX secolo. Tra i preziosi documenti figurano richieste di notizie su prelati o di indizi inerenti l’eventuale presenza di strutture correttive non note all’Autorità di Governo, a firma del regio Commissario Superiore di Polizia di Sestiere Castello. I reperti, trafugati nel del tempo, sono stati restituiti dal comando provinciale delle fiamme gialle agli Archivi del Patriarcato e così torneranno ad essere disponibili per la consultazione da parte di giuristi e di storici e della Città.

 

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