Assalto al bancomat a telecamere spente Scoppia la polemica

MIRANO. L’assalto al bancomat in pieno centro storico? È avvenuto sotto l’occhio della telecamera comunale, che però era spenta. E lo era anche 15 giorni fa, nel primo tentativo dei malviventi...

MIRANO. L’assalto al bancomat in pieno centro storico? È avvenuto sotto l’occhio della telecamera comunale, che però era spenta. E lo era anche 15 giorni fa, nel primo tentativo dei malviventi andato a vuoto grazie ai sensori antifurto della banca. Ora è polemica sulla sicurezza a Mirano, che a differenza dei comuni vicini non ha videocamere pubbliche in funzione anticrimine. La conferma dell’inutilità dell’occhio elettronico di piazza Martiri è arrivata dalle prime indagini sull’assalto allo sportello automatico del Banco San Marco che ha fruttato ai banditi un bottino di 80/100 mila euro: gli inquirenti non potranno avvalersi delle registrazioni del dispositivo “Dome” installato sulla facciata del municipio, proprio di fronte alla banca. Semplicemente perché non funziona. Per fortuna c’è la Ztl e soprattutto le telecamere a circuito chiuso della banca stessa, che hanno permesso 15 giorni fa di riprendere l’auto durante il primo colpo fallito e sabato di immortalare di nuovo la stessa auto in azione. A dar fuoco alle polveri è l’ex vicesindaco della città, ora consigliere regionale della Lega, Alberto Semenzato: «Qualcuno spieghi perché la telecamera non è funzionante». Già al primo episodio, il 26 settembre, Semenzato aveva commentato ironico: «La telecamera aveva forse il vetro sporco che non è servita a capire cosa sia successo?». Fu proprio Semenzato, da vicesindaco e assessore alla Sicurezza della giunta Cappelletto, a volere e ottenere la Dome in piazza, per sorvegliare la movida notturna ed eventuali episodi criminali. La replica del sindaco Maria Rosa Pavanello non tarda ad arrivare e sottolinea come la copertura in piazza non manchi: «L’auto con la quale è stato compiuto l’assalto è stata individuata proprio grazie alle telecamere della Ztl, quindi non c’è nessuna zona d’ombra in centro», afferma, «diciamo piuttosto che la Dome non è idonea alla sicurezza e chi l’ha acquistata dovrebbe chiedersi che senso ha avuto».

Filippo De Gaspari

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia