Lega Salvini: “No moschea” in via Giustizia. Ecco i cartelloni elettorali a Mestre
La Lega Salvini a Mestre lancia la campagna elettorale con 120 manifesti contro la moschea prevista in via Giustizia. Il vicesindaco Vallotto chiarisce: «Non è una battaglia contro l’Islam, ma rispetto delle leggi»

Nuovo attacco del Carroccio agli islamici della città e nello specifico alla comunità bengalese che vorrebbe realizzare il luogo di culto in via Giustizia.
La campagna elettorale della Lega Salvini entra nel vivo con l'affissione di 120 manifesti a Venezia e Mestre a partire da stanotte e poi nella giornata di domani, giovedì 9 aprile, che tappezzeranno le vie della città con un messaggio inequivocabile "No moschea".
Lo slogan
Questo l'annuncio del partito della coalizione di centrodestra. Su uno sfondo blu campeggia, infatti, una grande moschea e il riferimento alla contestata moschea di via Giustizia è fin troppo ovvio. L'edificio nell'ex segheria Rosso, individuato dalla comunità bengalese come luogo di culto, ha diviso il mondo politico e i residenti. E sta creando non poco malumore. "Per la Lega - si legge nella nota - la moschea di via Giustizia è soltanto la punta di un iceberg fatto, molto spesso, di irregolari procedure per i cambi di destinazione d'uso delle strutture che vengono, poi, adibite a luoghi di culto".
E ancora: "E' dell'altro giorno il controllo effettuato dalla polizia locale nella moschea di viale Paolucci, a Marghera, di fianco alla farmacia Ai due Angeli. In questo caso gli agenti della Locale hanno ravvisato un preciso reato nel cambio di destinazione d'uso in assenza del titolo edilizio con la conseguente segnalazione alla Procura. Operazione fotocopia rispetto a quella effettuata nel novembre scorso nella moschea di via Linghiandal a Mestre, ricavata in un ex autosalone. Anche in quel caso alla base c'è un problema di cambio di destinazione d'uso. Ma lo stesso problema potrebbe riguardare altri 11 centri islamici sparsi in città, quasi tutti senza adeguati permessi per essere aperti a luogo di culto delle comunità islamiche presenti nel territorio".
La campgna
A spiegare il pensiero e la linea politica della Lega è Sergio Vallotto, vicesindaco e segretario provinciale: "La nostra non è una battaglia contro l’Islam o la comunità bengalese, bensì una doverosa richiesta di rispetto delle leggi e della Costituzione italiana.Venezia è una città che ha sempre accolto e integrato popoli e fedi diverse, ma non ci possono essere cittadini di seria A e di serie B. La nostra campagna con oltre 120 affissioni in città prosegue quella che è stata sempre la linea del nostro movimento ribadita in questi sei anni di amministrazione comunale. Non ci possono essere attività commerciali utilizzate come sale di preghiera in barba alle ordinanze della città. Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, eppure ancora oggi a Mestre ben 11 siti in area produttiva o attività commerciali sono utilizzati come moschee abusive".
Il vicesindaco prosegue: "Con questa campagna pubblicitaria ribadiamo ancora una volta che chi sceglie la Lega sceglie il rispetto delle leggi e la legalità. Con la Lega al Governo di Venezia non ci sarà spazio per nuove moschee a Venezia fintanto che non si procederà ad una convenzione nazionale con la comunità islamica. Non è un'idea informe, ma una proposta delineata con assoluta precisione nei Palazzi romani".
Quindi, conclude: "La Lega veneziana continuerà in questi mesi a dialogare con i cittadini preoccupati per le dichiarazioni della sinistra e di una parte della comunità bengalese che per bocca di alcuni suoi rappresentanti sembra sorda alle richieste di rispetto delle nostre leggi".
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