Venezia, Vernier scende in campo: «Basta compromessi, nasce la lista Città Vive»

Sesto candidato sindaco a Venezia, Claudio Vernier lancia la lista civica “Città Vive”: «Indipendenti e vicini ai cittadini». Ecco i nomi della lista e il programma 

Costanza Francesconi
Al centro Claudio Vernier, candidato sindaco della lista civica “Città Vive”, con parte della squadra
Al centro Claudio Vernier, candidato sindaco della lista civica “Città Vive”, con parte della squadra

Sesto candidato sindaco alle elezioni comunali di Venezia, il veneziano Claudio Vernier, patron del Caffè al Todaro ed ex presidente dell’Associazione Piazza San Marco, scende in campo con la lista civica “Città Vive”.

“Un gruppo di cittadini apartitici e trasversali uniti per ripristinare la qualità della vita persa in città”, precisa debuttando al the Hub - Human Bits in Corte Legrenzi a Mestre, “siamo professionisti, per la maggior parte attivi nell’associazionismo in tutto il territorio comunale, la nostra è una scelta di radicale indipendenza e attenzione alle esigenze della cittadinanza”.

Vernier e la sua squadra si presentano come “alternativa autentica, in completa discontinuità dalle logiche e dai compromessi dei partiti tradizionali e da chi, a fasi alterne, ha contribuito all’attuale crisi della nostra comunità”.

Claudio Vernier candidato sindaco con Città Vive: "Alternativa ai partiti"

Niente alleanze preannunciate, quindi, in vista delle urne. Nonostante l’assonanza di macro temi - casa, sicurezza, lavoro - con i candidati del centrosinistra Andrea Martella, e del cerrosestra, Simone Venturini, “Città Vive” corre sola. “Cambia il modo di affrontare le questioni, sganciato da ideologie politiche ma unicamente rivolto all’interesse dei cittadini” incalza Vernier, svelando i primi nomi di chi lo sosterrà.

La squadra 

Sono Elena Galani, classe 1976, dal 2023 segretario della Comunità dei Greci Ortodossi di Venezia, collabora con Ca’ Foscari e insegna tedesco alle superiori.

L’avvocato 36enne Alberto Brait, di Cannaregio, “con una conoscenza diretta delle dinamiche giuridiche e amministrative del territorio”. Originario di Padova e veneziano d’adozione c’è poi Stefano Croce, architetto, dottore di ricerca Iuav, guida turistica abilitata e, in passato, presidente dell’Associazione guide turistiche di Venezia”.

Ancora Marta Canino, mamma, in prima linea nel Comitato No Grandi Navi e fondatrice dell’associazione sportiva Fie A Manetta asd, ed Elena Almansi “Nena”, sportiva veneziana e regatante, impegnata nella promozione della voga veneta come patrimonio identitario della città. Infine, per adesso, Ye Qian Lin, mestrina del 2003, vice delle “troppe persone che oggi non hanno voce: studenti fuorisede, giovani, chi vive qui ma continua a sentirsi straniero”, dice, “anche quando quarta città la vive ogni giorno”.

Tra i punti a programma: una visione sistemica per la comunità, la laguna come opportunità e infrastrutture urbane, Venezia capitale europea, la gestione dei flussi, cultura, tradizioni, commercio e turismo a voce unica. Ancora, la residenzialità come infrastruttura, sicurezza e integrazione pragmatica.
Sabato mattina, l’11 aprile, è fissato il prossimo incontro pubblico nella serra dei Giardini reali a San Marco.

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