Area ex tiro a volo bonificata
Entro aprile il pieno recupero degli 8 ettari contaminati

Il cantiere all’ex tiro al piattello di Campalto
CAMPALTO.
Entro l'inizio della primavera sarà terminata la bonifica dell'area dell'ex tiro al volo di Campalto iniziata oramai nel 2006, ben cinque anni fa. Un traguardo importante, che ha già messo in moto la discussione sul futuro di un luogo che, per bellezza e pregio, è unico in tutto il territorio.
Di recente si è svolto un sopralluogo in loco, proprio per rendersi conto dei risultati e tastare con mano quanto è stato fatto. La prossima settimana il presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, riunirà le tante associazioni e gruppi ambientali coinvolti, dalla Salsola al Wwf. Per trentatré anni, dal 1967 fino al 2000, quando la polizia ambientale ha iniziato a indagare, gli amatori dell'associazione sportiva tiro al volo «Marco Polo» Astav, si sono divertiti a giocare al piattello a spese delle barene avvelenando la zona con centinaia di migliaia di piombini inzuppando le acque basse dell'area di gronda di cocci di piattelli di color arancione e metalli pesanti. L'intervento ha riguardato una porzione di quasi 8 ettari. Il terreno contaminato è stato scavato per una profondità media di 30 centimetri, in alcuni punti anche di più. Il terreno è stato provvisoriamente stoccato nell'area di trattamento dove è stato anche analizzato e successivamente il fango pressato è stato inviato a impianti di smaltimento o di recupero autorizzati. Sono stati puliti i fondali dei ghebi principali, è stata ripristinata la morfologia originaria dell'area con la semina di essenze tipiche. Al termine della bonifica la palancolatura di conterminazione e le attrezzature utilizzate durante la realizzazione dell'intervento saranno rimosse, compresa la viabilità accessoria, mentre il ponte bailey realizzato ad hoc forse rimarrà dove si trova. Un lavoro davvero imponente quello del Magistrato alle Acque, finalizzato a riportare i valori del suolo entro la norma e restituire all'ecosistema lagunare un'area che per molti anni ne è stata emarginata. Entro marzo, al massimo aprile, i lavori dovrebbero essere ultimati, mentre la rimozione delle attrezzature è prevista per l'inizio dell'estate. Durante le fasi di lavorazione i costi, di circa 12 milioni di euro, sono aumentati a causa dell'inquinamento del suolo. L'intenzione della Municipalità e specialmente del presidente Ordigoni è quella di restituire alla cittadinanza un pezzo importante del suo patrimonio. Lo scoglio da superrare riguarda la proprietà dell'area, attualmente demaniale tranne una piccola parte che è addirittura privata, come circa 800 metri di argine San Marco, anche questa un' anomalia considerevole. Le associazioni naturaliste vorrebbero creare un'oasi. Sul piatto c'è anche il prolungamento del collegamento ciclabile che attualmente si interrompe a Punta del Passo e che si vorrebbe far arrivare sino a Tessera. L'altro sito strategico dove i lavori di bonifica sono terminati è l'ex discarica dei fosfogessi, che l'Istituzione Bosco e Grandi Parchi vorrebbe annettere al polmone verde di Mestre.
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