Aprilia, da domani si tratta

Sindacati e azienda di fronte per prolungare il contratto di solidarietà

NOALE. Tanti discorsi, tante chiacchiere, tante riunioni in questo ultimo mese attorno al mondo Aprilia di Noale ma da domani si inizierà a fare sul serio. Perché proprio domani partiranno le trattative tra azienda e sindacati (Fiom Cgil e Fim Cisl) per trovare un accordo che vada oltre il 31 gennaio prossimo, giorno in cui scadrà il contratto di solidarietà per i lavoratori di Noale e Scorzè.

In quest’ultima fabbrica, gli oltre 300 operai stanno peggio, perché non ci sono possibilità di proroga. Gli altrettanti colleghi di Noale, invece, possono sperare di allungare il provvedimento per altri dodici mesi. La parola d’ordine su cui le parti si confronteranno sarà “sovra dimensionamento”, termine usato dal patron di Piaggio Roberto Colaninno nella riunione di metà ottobre a Pontedera. A rischiare di più è proprio Scorzè, perché le previsioni parlano di una riduzione del pezzi da produrre dai 25 mila attuali a 8-10 mila, ovvero meno della metà.

Se a questo aggiungiamo che le linee potrebbero assemblarne 100 mila, si fa presto a capire come gli attuali 300 dipendenti siano troppi. Il tutto in un mercato che pure a ottobre ha zoppicato parecchio. Non ci sono ancora i dati casa motoristica per casa motoristica ma dal Ministero dei Trasporti fanno sapere che nei primi dieci mesi dell’anno le immatricolazioni dei cinquantini registrano appena 28.814 unità, dunque meno 36,3%. E su questo settore Aprilia ha sempre puntato. Oggi le cose sono cambiate, Colaninno non ne ha fatto un mistero, ma i sindacati chiederanno che ci sia un rilancio vero per quest’area del Miranese, che non scompaia un marchio storico conosciuto in tutto il mondo e che continua a mietere successi nelle corse. Da ultimo la vittoria nei costruttori di Superbike ottenuta un mese fa, che hanno portato a quota 52 il bottino dei mondiali per la casa noalese. E per l’anno prossimo, sempre in Superbike, è stato ingaggiato un big italiano: Marco Melandri. Gli operai, capendo l’aria che tira, si sono fatti sentire, con un corteo improvvisato sulla regionale oltre venti giorni fa a Noale, una protesta durante la Maratona di Venezia il 27 ottobre e una seconda al Salone del motociclo di Milano a inizio novembre. Insomma, c’è da scommettere che seguiranno con attenzione una trattativa che non si chiuderà in pochi giorni. Sperando che, in fondo al tunnel, si possa rivedere un po’ di luce.

Alessandro Ragazzo

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