Appello al ministero: «Un aiuto ai malati di Alzheimer precoce»

La famiglia Piccoli ha incontrato lo staff del ministro Speranza per sollecitare ricerca, prevenzione e supporto alle famiglie dei giovani ammalati di demenza

CONCORDIA. «Un aiuto per i malati di Alzheimer precoce». Questa la richiesta avanzata ieri al Ministero della Salute, guidato dal ministro Roberto Speranza, dalla famiglia di Paolo Piccoli, 48enne di Concordia affetto da una forma precoce della malattia, la cui storia è stata raccontata un mese fa da lui stesso e dalla moglie Michela Morutto al teatro Romano Pascutto di San Stino nell’ambito di “Punto – Diverse prospettive”, convegno che si celebra ogni anno e che ospita protagonisti dell’Italia contemporanea per raccontare storie ed esperienze eccezionali.

La moglie Michela Morutto, che ha preso parte al vertice di ieri al ministero della Salute, al suo ritorno da Roma ha giudicato positivo l’esito dell’incontro. «Sono stata al Ministero della Salute assieme alla Responsabile del dipartimento interdisciplinare sulle Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità per parlare di ricerca, prevenzione e supporto alle famiglie dei giovani ammalati di demenza» sottolinea «C’è stato interesse e spero in un apertura sul problema dell’Alzheimer in età giovanile in un prossimo futuro».

Il ruolo di “Punto – Diverse Prospettive” per l’organizzazione dell’incontro di ieri al Ministero della Salute, è stato decisivo. A San Stino durante l’incontro in cui Paolo e Michela erano saliti sul palco, era presente la responsabile del Veneto orientale di Articolo Uno, Anita Fiorentino, che ha messo in contatto Paolo e Michela con l’entourage del ministro Speranza.

Il mondo della politica già si era mosso per sostenere la causa di Paolo Piccoli. Nella Conferenza Stato – Regioni di novembre era stato discusso uno schema di decreto legge per aiutare i malati di Alzheimer giovanile e le loro famiglie. Sara Moretto, deputata portogruarese di Italia Viva, aveva presentato a ottobre scorso un’interrogazione con cui chiedeva di individuare specifici livelli essenziali di assistenza per la presa in carico dei pazienti affetti da Alzheimer con insorgenza anticipata e dei protocolli specifici per garantire una riabilitazione continuativa in grado di mantenere e stimolare le abilità residue.

Secondo i dati dell’Osservatorio demenze dell’Istituto superiore di Sanità, in Italia un milione di persone sono affette da demenza, di cui 600mila sono colpite da Alzheimer e circa 3 milioni sono coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Solo in Veneto si stima che ne siano colpite dalle 4 alle 5 mila persone. Il 5 per cento delle persone che ne soffrono riscontra un’insorgenza precoce che spesso appare tra i 40 e 50 anni o tra i 50 e i 60. —

Rosario Padovano

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