Aperture domenicali Panorama preme «Noi, pronti per il 15»
di Marta Artico
E’ ancora caos sulle aperture domenicali e sulla manovra che ha, di fatto, liberalizzato il settore del commercio, ma che non è stata recepita dalla Regione. Ieri pomeriggio il Comune di Marcon ha convocato un incontro, al quale hanno preso parte una rappresentanza della grande distribuzione (Carrefour e Valecenter), le rsu dei dipendenti interni, i sindacati di categoria Cgil e Cisl e Confcommercio.
In accordo con quanto stabilito da palazzo Balbi, sono state aggiunte alle 8 aperture domenicali ordinarie, le ulteriori 8 in deroga, più le 4 consuete di dicembre. Il tempio dello shopping di Marcon rimarrà aperto ogni prima domenica del mese, oltre alle domeniche di novembre e a quelle di ottobre, quasi tutte. «La grande distribuzione però – spiega Dario Corradi di Confcommercio – ha fatto capire di fare comunque riferimento alla legge Monti. Dunque se gli altri centri di Mestre intenderanno applicare la liberalizzazione e tenere sempre aperto, loro faranno altrettanto».
Prosegue: «Il risultato è che ci saranno contenziosi all’infinito. Le domeniche sono 16 più 4 e non tutte: altro che vittoria, come vuol far credere la Confesercenti». Aggiunge: «All’interno di un centro commerciale c’è l’ipermercato e ci sono però anche i negozi al dettaglio che rappresentano il piccolo commercio, i quali devono attenersi alle decisioni del centro nonostante le esigenze siano diverse». Conclude: «Non si tratta più di una questione di merito, ma di competenze. Venerdì durante la riunione con Mestre, andrà in scena lo stesso copione. Il difetto del dibattito è che la legge Monti vuole modificare gli orari del commercio come se fosse un toccasana per il deficit pubblico». «Per quel che ci riguarda – precisa Andrea Stevanin (Cisl) abbiamo ribadito che pur apprezzando la legge regionale in confronto a quella nazionale, in assenza di regole non vogliamo la liberalizzazione degli orari e delle aperture. Abbiamo chiesto al Comune di fare i controlli tra le attività e applicare la normativa esistente in questo momento. Siamo contrari alla deregulation del settore, non sappiamo cosa si deciderà per Mestre, ma vogliamo che ci sia lo stesso trattamento per tutti per evitare concorrenze sleali».
Venerdì alla riunione tra le associazioni di categoria e la grande distribuzione, parteciperà l’assessore Carla Rey. In questo momento le due prime deroghe alle aperture, quella del 6 gennaio e quella dell’8, sono state già consumate e la grande distribuzione vorrebbe aprire domenica prossima.
«La situazione è poco chiara – spiega Francesco Giusto direttore del centro Le Barche – non sappiamo qual è la realtà di Mestre e come regolarci: sceglieremo le ulteriori 8 domeniche, ma contiamo di poter aprire quando vogliamo. Rimaniamo fermi su questa linea, del resto perché dovremmo attenerci alle 16 e porci dei paletti? In questo momento per giunta non c’è alcuna ordinanza». Le Barche vorrebbero aprire domenica prossima, ma attendono indicazioni dal Comune per avvertire i dipendenti, che non possono essere chiamati al lavoro all’ultimo minuto.
Inoltre, ad aver comunicato ai lavoratori la volontà di aprire tutte le domeniche, è la catena Pam, piuttosto decisa in materia: «Stiamo perdendo tempo, vorremo delle comunicazioni ufficiali e prima di tutto essere liberalizzati». Se da un lato Auchan e Le Barche aspettano venerdì, chi non ha dubbi è il Panorama di Marghera.
«Intendiamo fare riferimento alle legge Monti – precisa il direttore Alain Mestre – sulla linea degli altri centri come Carrefour e Auchan, attendiamo la posizione del Comune di venerdì e poi l’azienda deciderà, ma la volontà è quella di rimanere aperti sempre, a partire da domenica prossima».
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