Martella, le proposte per Venezia: «Statuto speciale e nuove regole sul turismo, il ticket non funziona»

Il senatore del Pd Andrea Martella lancia la sua candidatura a sindaco di Venezia: «No all’escavo del Vittorio Emanuele, bisogna puntare sul porto offshore». E poi la mano tesa a Gasparinetti: «Spero possa fare parte

di questa alleanza»

Francesco Furlan
Andrea Martella si candida a sindaco di Venezia
Andrea Martella si candida a sindaco di Venezia

Senatore Andrea Martella, candidato a sindaco di Venezia per il centrosinistra. Nel suo primo discorso ha parlato della necessità di uno Statuto speciale per Venezia. Perché?

«È uno strumento fondamentale per dare a Venezia non solo quell’immagine internazionale che ha e che deve valorizzare ma per dare poteri e autonomia su alcune materie come il turismo e la casa che possano permettere a Venezia di scegliere e di avere delle risorse. Abbiamo già presentato un Disegno di legge e ci dovremo lavorare perché la specialità venga riconosciuta nella Costituzione. Un salto ancora in avanti rispetto alla Legge speciale che deve essere finanziata, serve un rango costituzionale per la città».

Parliamo della gestione del turismo. Qual è il suo punto di vista sul contributo d’accesso?

«Così come è stato pensato non ha portato risultati, non è servito a migliorare la qualità della vita dei veneziani. È servito solo per fare un po’ di cassa. Ma parlando di turismo penso anche al tema degli affitti brevi per i quali non c’è stato nessun tipo di regolamentazione. Il turismo è una parte fondamentale dell’economia di Venezia ma non è la sola e soprattutto va gestita in modo diverso».

È necessario mettere un tetto ai visitatori, individuare una soglia massima di presenze in città?

«Dovremo studiare bene la posizione. Io vorrei che su questo tema aprissimo un confronto con tutte le parti, a cominciare dalle Università, per arrivare nel giro di qualche mese a una proposta precisa. L’obiettivo è mitigare l’effetto del turismo per renderlo più equilibrato».

Andrea Martella candidato a sindaco di Venezia: "Non c'è solo turismo, penseremo alla residenzialità"

Ecosistema lagunare. La coalizione è contraria all’escavo del canale Vittorio Emanuele.

«Ci confronteremo con l’Autorità portuale anche perché mi pare che non ci sia stato molto confronto in questi anni. Dobbiamo affrontare il tema del rapporto tra le attività del porto, cui va garantita l’operatività, e la tutela dell’equilibrio morfologico della laguna. Bisogna velocizzare l’iter del porto offshore come soluzione alla quale guardare. Nella fase di transizione bisogna pensare a soluzioni non definitive e con impatti minimi».

Il progetto dell’escavo del canale è già in fase di valutazione da parte della Commissione nazionale Via, come si fa a bloccarlo?

«Quando dico che come amministrazione comunale affronteremo con un ruolo attivo tutte queste questioni vuol dire che ci faremo sentire».

Che ruolo immagina per le Municipalità?

«Serve un metodo nuovo basato su confronto, dialogo e partecipazione. Aspetti che sono mancati nel corso di questi anni. La funzione delle Municipalità è stata azzerata. Vanno rifondate dando deleghe e risorse per renderle più vicine ai cittadini».

Tra le sue priorità ha indicato anche la sicurezza.

«È un diritto come lo sono il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Non deve essere uno slogan come invece è stato in questi anni per responsabilità dell’amministrazione comunale e del governo. C’è stata molto propaganda e poche risposte concrete. Servono più forze dell’ordine sul territorio e politiche di rigenerazione urbana che, insieme alle politiche sociali, sono fondamentali».

Lo scontro alla Fenice, dopo la scelta di nominare Beatrice Venezi a direttore musicale, si trascina da mesi. Come se ne esce?

«Innanzi tutto dovrebbe essere ripristinato il welfare aziendale per i lavoratori. Bloccarlo è stato sbagliato, un atto ritorsivo. Tutti sappiamo quanto sia importante il Teatro La Fenice e mi pare che il metodo adottato sia stato sbagliato, che abbia prodotto una situazione di stallo che non fa bene né a Venezia né alla Fenice».

Due le critiche che fin qui sono arrivate dal centrodestra: Martella di Portogruaro ed è nome dell’apparato scelto da Roma.

«Mi pare che quelli impegnati con i tavoli romani siano loro mentre la mia candidatura è stata discussa sul territorio. Sfido chiunque a dire che c’è stato un tavolo romano del centrosinistra. E sì, sono originario di Portogruaro e lì sono stato un amministratore locale, ma da anni abito a Mestre e la mia attività politica ha riguardato i temi della città. Qualcuno ha detto che nascere a Venezia è un privilegio e invece di diventarlo è un impegno: ecco io mi sono da anni preso questo impegno. Una cosa aggiungo: da me non ci saranno mai attacchi personali agli avversari ma sempre su questioni politiche».

C’è una vasta coalizione che la sostiene ma al momento non c’è la lista Terra e Acqua di Marco Gasparinetti.

«Gasparinetti ha lavorato benissimo all’opposizione. Spero si possa trovare una convergenza programmatica e mi auguro che ci siano le condizioni perché possa fare parte di questa alleanza». —

 

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