Andrea forse poteva essere salvato
L'autopsia: la morte non è stata immediata. Domani alle 11 l'ultimo saluto

Andrea Taormina morto a 17 anni e la veglia ieri sera in chiesa in via Stuparich A destra lo spiacciatore Ramzi Maiti
Saranno i risultati degli esami istologici e tossicologici, tra qualche settimana, a individuare l'esatto mix di sostanze stupefacenti e alcolici che ha stroncato la vita di Andrea Taormina a soli 17 anni e chiarire se sia stata la quantità di droga ad ucciderlo, oppure se qualche sostanza era alterata. L'autopsia effettuata ieri dal medico legale Silvano Zancaner e dal collega Giampietro Frison ha potuto solo escludere condizioni patologiche o cause violente del decesso, riconducibile a un vasto edema polmonare, dovuto anche a un'insufficienza cardiaca: condizioni compatibili con l'abuso di sostanze. Di certo - come ha chiarito anche il consulente nominato dalla famiglia, il medico legale Claudio Rago - Andrea non è morto subito, non è rimasto vittima di un attacco cardiaco fulminante. Ne consegue il dubbio che potesse salvarsi, se solo qualcuno tra i suoi compagni di sballo si fosse reso conto della situazione ed avesse dato l'allarme o, magari, lo stesso Andrea. «Certo, un primo dubbio che il pubblico ministero dovrà risolvere è perché nessuno sia intervenuto», commenta l'avvocato Marco Borella, legale della famiglia, «anche nell'incarico al consulente medico legale il pm chiedeva di accertare - oltre alle sostanze assunte - il lasso di tempo tra l'assunzione e il decesso». Sinora l'unica ricostruzione della tragedia è quella fornita dai compagni, che hanno detto che l'eroina che il gruppo ha fumato quella sera l'aveva comprata proprio Andrea dallo spacciatore tunisino con casa a Marghera Ramzi Maiti (in carcere) e che sempre Andrea aveva assunto anche il metadone di un amico in cura al Sert. «Possibile che in un gruppo quattro giovani sia stato proprio l'unico minorenne a organizzare tutto? Mi sembrano legittimi i dubbi della famiglia e le richieste che si vada fino in fondo, al di là della tragedia», si domanda ancora l'avvocato Borella, «vedremo con il prosieguo delle indagini. Ci sono dati obiettivi che non quadrano». Come il messaggio farneticante ad un'amica partito dal cellulare del ragazzo quando era già morto. Al momento, il pubblico ministero Giorgio Gava si riserva di attendere il deposito degli esami dell'autopsia per valutare se daranno riscontro ai racconti dei ragazzi, testimoni della tragedia: nessuna accusa è stata sinora ipotizzata nei loro confronti, neppure sul fronte dell'omissione di soccorso. Intanto, il magistrato ha firmato il nullaosta ai funerali e restituito il ragazzo alla sua famiglia: le esequie si svolgeranno domani mattina, con inizio alle 11, nella chiesa di via Stuparich, dove ieri si è svolta una veglia di preghiera per il ragazzo, per il quale gli amici hanno lasciato centinaia di messaggi sulla sua pagina Facebook.
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