Alluvione a Padova, scatta l'inchiesta già ispezionati argini e idrovore

Sono sotto la lente d'ingrandimento i fiumi Bacchiglione, Tesina e Frassine. Venerdì scorso, a Ponte San Nicolò, i militari dell'Arma hanno effettuato un sopralluogo per verificare la fondatezza di alcune segnalazioni sul fatto che al momento dell'alluvione un paio di idrovore non avrebbero funzionato correttamente
PADOVA.
Avviata dalla Procura di Padova un'indagine conoscitiva sui paesi del Padovano più colpiti dall'alluvione. A fonire la mappatura delle zone alluvionate e a segnalare eventuali ritardi, omissioni o inefficienze, se non addirittura risvolti di natura penale, saranno i carabinieri delle varie stazioni competenti per territorio.


Sono sotto la lente d'ingrandimento i fiumi Bacchiglione, Tesina e Frassine. Venerdì scorso, a Ponte San Nicolò, i militari dell'Arma hanno fatto un sopralluogo completo per verificare la fondatezza di alcune segnalazioni ed in particolare se è vero che al momento dell'alluvione un paio di idrovore non avrebbero funzionato a dovere.


Il monitoraggio ha pure riguardato la situazione di Veggiano, Saccolongo e Cervarese Santa Croce. E per quanto concere il Frassine, i controlli hanno riguardato Saletto, Ospedaletto Euganeo e Megliadino San Fidenzio. E nell'Estense sono stati mappati anche i paesi di Vighizzolo e Bovolenta. Attivi pure i tecnici del Genio Civile chiamati a fornire un quadro d'insieme sui danni strutturali provocati dall'alluvione.


I carabinieri hanno inoltre visionato la falla di 40 metri sul Tesina, alla confluenza con il Bacchiglione. E' qui, e nella zona di Bovolenta, che le acque hanno provocato i maggiori disastri.

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