Aggressione neofascista a Venezia: militanti Avs e del centro sociale Morion in Pronto soccorso
A colpire anche l’influencer di estrema destra Jolly Time. I veneziani sono stati prima aggrediti con lo spray al peperoncino, poi presi a botte. Tra loro, anche il consigliere Giovanni Fassioli, finito in Pronto soccorso con un trauma cranico

Prima lo spray al peperoncino, poi le botte. La città più bella del mondo si è trasformata, ancora una volta, nella scenografia più amata dagli influencer neofascisti per acchiappare like e, a rimetterci, stavolta sono stati due militanti di Avs e quattro del centro sociale Morion.
Sabato 12 settembre, a San Bartolomeo, i giovani attivisti hanno subito notato il gruppo capitanato dal noto influencer di estrema destra Jolly Time, impegnato a girare uno dei suoi reel per i social, dove conta 109mila follower.
La dinamica
I ragazzi hanno contestato le idee espresse da lui e dagli altri nove olandesi che erano al suo fianco e, immediatamente, è nato un parapiglia.
I veneziani sono stati prima aggrediti con lo spray al peperoncino, poi presi a botte. Tra loro, anche il consigliere di Municipalità di Venezia, Murano e Burano, Giovanni Fassioli, finito in Pronto soccorso con un trauma cranico e una ferita lacero contusa all’arcata sopraccigliare.
Tutti e sei i militanti veneziani sono arrivati nel reparto di Emergenza-urgenza dell’ospedale Civile, la maggior parte con irritazioni oculari legate allo spray al peperoncino. Jolly Time e gli altri giovani uomini che erano con lui sono stati identificati dalle forze dell’ordine.
Le reazioni
Immediata la condanna di Sinistra Italiana: «Si tratta di un episodio gravissimo, che non può essere derubricato a una semplice rissa o a un episodio isolato. Lo stesso “influencer” era stato segnalato meno di 24 ore fa per provocazioni e insulti a Bologna», fanno notare.
«Non possiamo accettare che la nostra città, in pieno giorno, possa essere teatro di violenze fasciste, di aggressioni in branco e di intimidazioni senza alcuna motivazione. Quello che è accaduto è anche il risultato di un clima che negli ultimi anni ha lasciato troppo spazio all’intolleranza, al razzismo e alla normalizzazione di idee e linguaggi che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati inaccettabili. Quando si lascia spazio a queste idee, quando le si tollera o le si considera semplicemente una delle tante opinioni possibili, si finisce per preparare il terreno a chi pensa di poter avere campo libero in città e di poter far crescere indisturbato il proprio progetto politico».
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