Aeroporto, sosta “cara” Rivolta dei noleggiatori

«Quello che pretende Save è un vero e proprio dazio, imposto a chi offre un servizio pubblico, per impedirci di lavorare in tempi di crisi». Ieri all’hotel Marriot di Tessera si sono riuniti oltre cento tra autisti delle aziende di noleggio auto con conducente (Ncc), operatori che lavorano all’interno del servizio navetta di alberghi e parcheggi, per affilare le armi contro Enac e Save, in vista dell’entrata in vigore, lunedì, del nuovo sistema di accesso e sosta mezzi all’interno del sedime aeroportuale approvato da Enac il 28 marzo e dunque delle nuove tariffe.
Presenti Marco Brusutti (Confinudustria) dell’omonima ditta di noleggio auto e bus, Massimo Fiorese (Cna), Moreno Causin (Federnoleggio), Pietro Benfante e Corrado Pulese del neonato comitato spontaneo che riunisce gli operatori coinvolti e l’avvocato Nive Lorenzato, che assieme al romano Alessandro Cagnoli, è stata ingaggiata per seguire la vicenda. «Prima di oggi», ha esordito Brusutti, “l’aeroporto non aveva un simile regolamento: è stata istituita sei mesi fa una commissione ma le nostre richieste non sono state prese in considerazione. Così si è riunito il comitato spontaneo per salvaguardare il lavoro e la gente che ha fatto grande questo aeroporto».
A dare qualche dato sulle nuove tariffe ci pensa Fiorese: «I primi a venire colpiti da questo dazio sono i noleggiatori con conducente, ma poi a rimetterci saranno i singoli, perché dal terzo passaggio dovranno pagare 18 euro, mentre una navetta che utilizza i parcheggi cui è stato destinato un nuovo spazio dovrà corrispondere 3,5 euro a passaggio: si calcola in media 100 mila euro annui. Un albergo con shuttle pagherà tra i 35 mila e i 100 mila euro, a seconda del numero di passaggi. Per i noleggiatori ci sono gli abbonamenti: lo standard costa 550 euro annui a targa (ne sono stati previsti alcuni da 300 euro in via promozionale ma sono solo 100) e danno diritto ad un massimo di dieci passaggi per autovettura al giorno e 25 minuti di sosta. Per casi particolari, meeting, crociere, la tariffa sale. Save ha portato avanti la sua politica dove l’aeroporto diventa un business per chi ce l'ha, dimenticando che è un luogo pubblico. A nostro avviso esiste un conflitto di interesse: chi chiede questo tipo di pagamento è il concorrente dei privati, perché i posti dell’aerostazione sono della Marco Polo Park, che ci risulta essere al 100% di Save».
«Non dobbiamo pagare per lavorare» è intervenuto Pulese, «abbiamo delle licenze comunali e il Comune dovrebbe farci lavorare e non metterci bastoni tra le ruote».
«Questa situazione», aggiunge Benfante, «ci è stata imposta quando in tutti gli aeroporti d'Italia si paga una cifra contenuta: esiste un’ordinanza del Presidente della Repubblica la quale dice che tutti i servizi pubblici devono essere riconosciuti e invece Save ha preso una strada cieca, distinguendo e facendo pagare solo alcuni. Ci hanno paragonato ad attività commerciali per complicarci la vita e in tutto ciò Enac non ci dà una mano».
«La posizione di Save è quasi ricattatoria», aggiunge Fiorin di Federnoleggio. Poi la parola è passata all’avvocato Lorenzato, il quale ha spiegato come si muoverà: prima verrà redatta una lettera di autotutela nella quale si chiede a Save di revocare il “disegno di regolamento”, poi si passerà ai ricorsi e all’Antitrust. «Questa tassazione», spiega, «ci sembra abnorme».
Una voce fuori dal coro è quella della Confartigianato, espressa dal delegato Alessandro Nordio: «Si tratta di un compromesso, frutto di mesi di lavoro e che costituisce un punto di partenza. La trattativa non si interrompe e il regolamento entra ora in una fase sperimentale e sarà oggetto di valutazione nei direttivi di categoria taxi e autonoleggio convocati per l’8 aprile».
Dice la sua anche il direttore Enac, Valerio Bonato: «Il sistema dell’aeroporto finora era gestito per stalli. Chi possedeva lo stallo pagava e chi si appoggiava, a parità di servizio, non pagava. Per questo Save ha scelto giustamente di far pagare la sosta, il tempo e la frequenza: in questo modo invece di risolvere le esigenze di una decina di utenze e le altre lasciarle alla disponibilità di spazio, si assolvono le esigenze di tutti. I servizi devono essere monitorati non solo per ragione di numero, ma anche di organizzazione: abbiamo sistemato linee, taxi, noleggio con conducente, salvaguardando il servizio. Il passeggero che entra in aeroporto e ha sosta breve ha ingresso gratuito, chi fa questo servizio per lavoro deve assolvere all’esigenza amministrativa perché utilizza una particella di sedime. Siamo soddisfatti».
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