Addio a don Giorgio, portò l’Unità in chiesa

Mogliano. Padre Morlin si è spento ieri a 78 anni. Scrisse una lettera aperta contro Berlusconi
Ferrazza Mogliano Don Giorgio Morlin Parroco di Mazzoco agenzia fotografica foto film
Ferrazza Mogliano Don Giorgio Morlin Parroco di Mazzoco agenzia fotografica foto film

MOGLIANO. Nella sua chiesa e nella sua casa c'era una porta sempre aperta per tutti: migranti, anziani, poveri, persone sole. Don Giorgio Morlin, scomparso ieri all'età di 78 anni, lascia un ricordo indelebile nella comunità moglianese. Se ne va un prete di frontiera, promotore di numerose iniziative di accoglienza e integrazione, in favore degli ultimi.

Giunto a Mazzocco nel 1993, rivoluzionò subito la parrocchia: creò la leva civile, il gruppo Caritas, realizzò il centro comunitario nell'area Sif e fu impegnato in prima persona nel dialogo interreligioso. “Prete rosso”, “anti-Cav”, “don Peppone”, don Giorgio Morlin negli ultimi era stato etichettato in molti modi. Più della lunga attività pastorale, svolta a Mogliano e prima ancora a Spinea, avevano ottenuto particolare esposizione mediatica due sue iniziative: la diffusione di un'editoriale di Concita de Gregorio (tratto da L'Unità) dopo il domenicale rito in chiesa e una lettera aperta contro gli scandali dell'ex premier Silvio Berlusconi. Era il 2011, assopito il clamore, incontrandolo di persona (cosa che forse non è mai capitata agli autori di tali definizioni) quando gli si chiedeva direttamente cosa ne pensasse di tutte queste etichette, don Giorgio accennava un impercettibile sorriso e voltava lo sguardo con serenità.

Ieri mattina lo storico parroco di Mazzocco, originario di Caerano San Marco, ci ha lasciato. Dal 2012 si era ritirato nella sua modesta casa di Caerano San Marco: «Sotto una pergola con alcune viti, aspettava che fiorisse il glicine», racconta chi gli è stato vicino fino all'ultimo. Un anno fa gli era stato diagnosticato un tumore allo stomaco, poi uno al fegato. Da una settimana era ricoverato in ospedale, è entrato in coma farmacologico martedì. Ieri mattina se ne è andato. Lasciando in eredità poesie, testi sulla Resistenza, riflessioni teologiche e sociali. Don Giorgio Morlin faceva parte dell'Istresco (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemoranea nella Marca Trevigiana), stava proprio per dare alle stampe un nuovo libro. Un testo l'aveva dedicato anche in memoria della sorella missionaria, deceduta alcuni anni fa. «Un prete straordinario» dichiara l'ex sindaco Diego Bottacin «ricordo il coraggio con cui ha affrontato il tema dell'integrazione nell'area Sif, con spirito inclusivo, ha messo semi che hanno dato frutti importanti nella nostra città». La “festa delle culture” porta la sua firma, così come le prime celebrazioni di riti misti interreligiosi nei primi anni 2000. «Il dovere di ciascuno di noi» commenta il sindaco Carola Arena «deve essere quello di mantenere viva la sua testimonianza». Oggi alle 20.45 è previsto un incontro commemorativo nella chiesa Cuore Immacolato di Maria a Mazzocco, i funerali si svolgeranno sabato.

Matteo Marcon

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