Actv, scatta lo sciopero bianco Ritardi e disagi per gli anziani

Ieri il primo giorno di riorganizzazione dei turni di lavoro. Proteste da chi doveva raggiungere il PalaExpo per la vaccinazione. Trattativa, i sindacati si spaccano

Primo giorno di riorganizzazione dei turni di lavoro in Actv e prime forme di sciopero bianco con tanto di ritardi di autobus e linee della navigazione, con disagi e proteste da parte degli utenti. E tra loro, anche molti anziani diretti con il tram al Padiglione Expo per le vaccinazioni.

E nel frattempo, nella vertenza sulla disdetta degli accordi integrativi di secondo livello il fronte sindacale va in frantumi.

L’ufficialità è arrivata ieri pomeriggio, quando all’ennesimo incontro convocato dall’azienda per raggiungere un accordo le sigle sono andate in ordine sparso. La Cisl si è presentata al tavolo per tutte e tre le aziende del gruppo coinvolte nella vertenza (Avm, Actv e Vela); Uil e Ugl, invece, solo per Avm. Un incontro esplorativo, secondo le sigle che ieri hanno incontrato l’azienda, per verificare se esistano le possibilità di aprire il tavolo tecnico sulla vertenza provocata dalla scomparsa del turismo e dal buco nei bilanci aziendali da oltre 60 milioni di euro.

«Deve partire il dialogo per verificare se c’è la possibilità di far partire una trattativa - spiega Marino De Terlizzi (Cisl) - non è stato firmato nulla e anzi, è stato comunque ribadito in maniera chiara che fino a quando ci sarà la disdetta, non si fermerà nemmeno la protesta. La base di partenza è la proposta unitaria delle sigle sindacali». Le altre sigle (Cgil, Usb, Faisa), in una lettera inviata ai vertici aziendali, hanno motivato il no all’incontro spiegando che si trattava di un incontro “strumentale”. «Aspettiamo la commissione di garanzia che si dovrà esprimere sulla procedura di raffreddamento - fa sapere Valter Novembrini (Cgil) - dopodiché siamo pronti ad attivare l’articolo 28 dello statuto dei lavoratori per condotta antisindacale». Un nuovo incontro è in programma per domani, quando l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan tenterà la mediazione tra le parti in causa. Ma tant’è, dopo oltre 70 giorni dalla comunicazione della disdetta della contrattazione di secondo, sia nella parte normativa sui turni che in quella economica sulle indennità (rinviata a luglio), dell’accordo al momento non c’è nemmeno l’ombra.

In mezzo, tre scioperi che hanno paralizzato la città, mozioni approvate all’unanimità dal consiglio regionale e dal consiglio comunale per far arrivare le parti a più miti consigli ed evitare lo scontro. A ciò si è aggiunta la controproposta da parte delle sigle sindacali, con la proposta di rinunciare a una parte del salario per un tempo limitato.

Da parte sua, nella lettera inviata ai lavoratori dopo il presidio di martedì sotto le finestre della Prefettura, Avm ha ribadito che l’azienda resterà pubblica e che la disponibilità a trovare un accordo rimane. In assenza, l’azienda procederà con la disdetta: unica strada percorribile, come ribadito in ogni sede dall’azienda, per far fronte ai conti in disordine del bilancio aziendale dovuti alla pandemia. E il primo atto della disdetta è andato in scena ieri, con l’applicazione della normativa nazionale che consente si spalmare le ore di lavoro. Come conseguenza, sono state ridotte le pause che hanno inciso su cambi di linea di autisti e capitani. Ieri all’alba, come anticipato nei giorni scorsi, alcuni delegati sindacali hanno fatto rispettare alla lettera codice della strada e della navigazione fermando ai depositi alcuni mezzi. Ritardi si sono registrati nei collegamenti per Murano e dal Lido a piazzale Roma, ma anche per le linee bus da e verso Mirano. Proteste anche da parte degli anziani diretti con il tram al PalaAquae per le vaccinazioni. Disagi che sono destinati a ripetersi. —



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