“Due cuori e una tenda” a Venezia, un campiello di romanticismo


VENEZIA. Due cuori, pochi soldi, un grande amore romantico e Venezia. Tutto perfetto se non fosse per la voce: “pochi soldi”. Ma si sa, al cuore non si comanda e soprattutto è impossibile mettere paletti o barriere. Così se Venezia è una tra le città più care del mondo, se vederla mano nella mano a vent’anni permette di cogliere cose che non si vedranno a 50, se vederla assieme alla ragazza di cui sei innamorato ti farà capire sulle donne più cose che una grigia convivenza, allora ben venga Venezia, città ideale per chi vuole vedere il bello. E, come diceva Giulio Carlo Argan: «Il bello è un diritto». In fondo: dove sta scritto che solo i ricchi e i vecchi agiati possono godere di un angolo unico e millenario, magari non citato dalle guide, magari snobbato dalle orde di turisti cinesi, dove nessun ricco arabo si sognerebbe di aprire un albergo a sette stelle con haman o nessun politico con accento romano vorrebbe comprarsi casa con i soldi guadagnati chissà come.
Certo ci sarà sempre un assessore provinciale pronto a chiamare i vigili per qualche povero saccopelista. Ci sarà sempre il facoltoso albergatore o negoziante o tassista o gondoliere che si lamenterà perché quello dei giovani è un turismo che “spende poco”. Ma in fondo ad ascoltare loro come ci si è ridotti? Venezia è migliore di 30 anni fa?
E allora in quell’angolo dimenticato ci sono andati loro due. Due cuori, ma invece della capanna (per cui ricordiamoci ci vorrebbe apposito progetto depositato in catasto e autorizzato) hanno ripiegato sulla più comoda tenda. Un riparo del tipo “a igloo”, senza picchetti, una tenda moderna, di quelle che si gettano e magari si aprono da sole. Ignari degli sguardi scandalizzati dei benpensanti, e ignari anche della profonda invidia per i loro vent’anni che l’autore di questa foto, Gilberto Penzo, uno dei pochi veri conoscitori di Venezia, la laguna e le sue barche, aveva quando l’ha scattata.
In due, giovani e belli, su un campiello cieco lungo rio di San Polo, all’inizio della loro vita adulta e di coppia.
Non resta che augurargli di cuore tanta buona fortuna.(u.d.)
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