Uno degli arrestati trovato con la scabbia

QUARTO D’ALTINO. «Ho chiesto ai proprietari dell’immobile di effettuare una disinfestazione del sito». Il Comune ha preso i provvedimenti del caso, sentiti gli uffici competenti, dopo la scoperta che uno degli arrestati e finiti nel giro della prostituzione nel condominio Kandisnky di via Pascoli era affetto da scabbia. Per questo la sindaca, Silvia Conte, si è assicurata e ha richiesto una pulizia completa dello stabile, in modo che non ci sia la minima possibilità che ci possa essere una qualche seppur lontana forma di contaminazione anche nei confronti di chi con la vicenda non c’entra proprio nulla. Gli appartamenti del condominio Kandinsky sono noti sia ai residenti che alla cronaca locale del paese, perché già in diverse occasioni si sono accesi i riflettori sul sito, per questioni legate alla materia della prostituzione e perché, nello specifico, affittati a lucciole e transessuali, che ricevevano i loro clienti negli alloggi del palazzo. Il condominio di via Pascoli nel tempo, infatti, ha preso il nome di “condominio del piacere”, che la dice lunga su che cosa succedeva all’interno e sulle varie attività che venivano svolte.
Già nel 2006 erano state rinviate quattro persone a giudizio ed il reato, in questo caso, era quello di favoreggiamento. Nei giorni scorsi Conte aveva incontrato il questore proprio per discutere questioni legate alla sicurezza e alla legalità (telecamere di sorveglianza, aumenti dei furti e degli episodi criminosi nelle frazioni), tra cui spiccava anche quello del noto condominio della strada più volte assurta agli onori della cronaca. Sia per il viavai a luci rosse, che per il traffico.
«Esprimo massima soddisfazione per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine», spiega Silvia Conte, «Quarto è un paese dove si vive bene, dove la qualità della vita è alta e dove c’è una comunità sana». Prosegue: «È stata un’operazione di pulizia doverosa e necessaria per neutralizzare la criminalità organizzata che spesso si nasconde dietro la prostituzione. Ciò dimostra che Quarto non è un paese dove si può arrivare e agire nell’ombra sperando che nessuno se ne accorga».
Di fatto la posizione strategica vicina alle vie di fuga principali e alla rete autostradale rende il territorio, per certi versi, più vulnerabile rispetto ad altri Comuni, proprio perché è facile prendere l’autostrada e dileguarsi o montare su una barca e sparire navigando sul Sile.
Marta Artico
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








