Vigile del fuoco stroncato dalla Sla a soli 46 anni

Jesolo. Paolo Dalla Mora lascia nel dolore la moglie Marinella e due figlie Il ricordo dei compagni: «Era un grande lavoratore». I funerali venerdì alle 15

JESOLO. E' rimasto in servizio fino a quando è riuscito a combattere contro una malattia incurabile. Il 23 marzo è mancato il vigile del fuoco del locale distaccamento, Paolo Dalla Mora, 46 anni di Jesolo. Sposato con Marinella, due figlie, Irene e Anna, a lui tanto attaccate. I vigili del fuoco di tutta la provincia sono ora in lutto per la sua scomparsa che ha commosso anche i tanti amici e conoscenti.

I funerali saranno celebrati venerdì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Jesolo Paese alle 15, mentre domani alle 20 sarà recitato un rosario sempre nella chiesa parrocchiale del Paese. Aveva scoperto di essere ammalato di Sla da circa due anni. Ma non si è mai perso d'animo, ha cercato di vivere una vita il più possibile normale, con la sua famiglia, poi al lavoro, assieme ai colleghi di Jesolo e San Donà che hanno condiviso con lui tanti anni di esperienza, di operazioni per salvare vite umane.

Il capo distaccamento Gianni Tamai, da poco nominato responsabile delle caserme di San Donà e Jesolo, lo ha ricordato con estremo rispetto e sincera costernazione, esprimendo con le sue parole di commiato il dolore di tutti gli amici e colleghi di Paolo. «Per quanto riguarda il lavoro posso dire che Paolo era estremamente volonteroso - ricorda Tamai - non si tirava mai indietro, amava molto fare il vigile del fuoco. La sua professione era anche una tradizione di famiglia, visto che già lo zio lo era stato e lo stesso altri due cugini che sono ancora in servizio. Ha iniziato il 3 aprile 1991 e dal 2006, fino quando è stato posto a riposo a causa della malattia, ricopriva il ruolo di vigile coordinatore. Ha partecipato alle operazioni di soccorso alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo - ricorda - durante il 2009 e 2010. Anche dopo avere preso coscienza della sua malattia, e pur sapendo il destino che lo attendeva, è rimasto in servizio fino a che ne ha avuto la forza, e ha lottato fino alla fine insieme alla sua famiglia che non lo ha mai lasciato un attimo».

Paolo Dalla Mora è stato un esempio di grande dedizione e passione per il suo lavoro, destinato a rimanere nel tempo. I colleghi e compagni di squadra, che per lui erano come fratelli, lo ricorderanno sempre e in questi giorni si sono chiusi nel silenzio composto di chi ha perso non solo un amico, ma anche una persona fidata, un punto di riferimento. E venerdì, in occasione dell'ultimo saluto, tutta la città vorrà stringersi attorno al feretro del vigile del fuoco Paolo.

Giovanni Cagnassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia