Grandi navi, la via alternativa esiste già

È quella utilizzata dai colossi costruiti dalla Fincantieri: scavare il canale Contorta-Sant’Angelo sarebbe meno conveniente
Di Gianni Favarato

Una «strada d’acqua» alternativa al passaggio delle grandi navi da crociera davanti a San Marco c’è e ad un attento esame costi-benefici risulta essere la più naturale, la più conveniente (sia dal punto di vista economico che ambientale) e la più rapida da realizzare.

Le gigantesche navi da crociera che costruisce Fincantieri a Porto Marghera percorrono un buon tratto di questa «strada» ogni volta che escono dal bacino di carenaggio per il varo e poi, poco prima della consegna all’armatore, per la prova in mare. Meno di due settimana fa è stata la volta della Costa Fascinosa, un gigante da 114 mila tonnellate di stazza, lunga 300 metri e larga 35, con 17 ponti e un’altezza sul livello del mare di ben 60 metri metri. Costa Fascinosa è gia in mare ed entro una decina di giorni tornerà nei cantieri rifacendo la stessa strada dell’andata. La Fascinosa è salpata dai cantieri navali che si affacciano sul canale Nord, nell’ex Prima zona industriale a poche centinaia di metri dal Parco Vega; poi ha virato a destra nel bacino di evoluzione di Porto Marghera e ha quindi imboccato il canale Malamocco-Marghera, meglio conosciuto come Canale dei Petroli anche se oggi il traffico petrolifero è in continuo e forte calo (-19% ne l 2011) e; infine è uscita dalla laguna imboccando la porta per il mare di Malamocco. Questa rotta l’hanno già fatta dal 1991 ad oggi ben 22 navi costruite alla Fincantieri, tutte di grossa stazza, dalle più piccole di 70 mila tonnellate (Costa Classica e Romantica) alle più grandi come Costa Fascinosa (114.000 t.) ora in mare per prove e come farà la prossima Costa Crociere da 132 mila tonnellate che si comincerà a costruire in aprile.

A questo punto la domanda è più che lecita, perché le navi da crociera che vogliono entrare in laguna per raggiungere la Stazione Marittima di Venezia non fanno la stessa rotta, con l’unica variante di una virata, sul tratto finale del Malamocco- Marghera per imboccare il canale Vittorio Emanuele III, scavato nei primi anni del secolo scorso parallelamente al Ponte della Libertà?

In fondo, è stato lo stesso il sindaco Orsoni a proporre - dopo il disastro della Costa Concordia - questa «strada», alternativa al bacino di San Marco, per la navi piene di croceristi. Fatto sta che né il sindaco né nessun’altra autorità, compreso il Magistrato alle Acque, ne ha più parlato. Invece, il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa - preoccupato di non intasare con il traffico crocieristico il canale Dei Petroli - è spuntata la proposta di scavare il vecchio e dimenticato canale Contorta -Sant’Angelo. Una soluzione che permetterebbe, secondo Paolo Costa, alle navi passeggeri che entrerebbero in laguna da Malamocco, di deviare a metà tratto del Canale dei Petroli per raggiungere direttamente la Stazione Marittima. Peccato, però, che scavare il canale Contorta (profondo oggi non più di due metri e molto stretto) significhi anni di lavoro, 50 e oltre milioni di investimenti a carico dello Stato e un impatto ambientale enorme sia per lo smaltimento dei fanghi di scavo che l’ulteriore sconvolgimento idraulico della laguna. Scavare il canale V. Emanuele, che è già profondo 8 metri e largo 40, costerebbe - a detta degli esperti - metà di meno e si potrebbe realizzare rapidamente con un semplice dragaggio per portarlo ai necessari 10 metri di profondità.

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