Crediti col contagocce aziende in affanno

La stretta operata dagli istituti preoccupa sia gli industriali che gli artigiani «L’alto costo del denaro dimezza gli investimenti e strozza la liquidità»
Di Gianni Favarato


Proprio nel momento del maggior bisogno, le banche concedono crediti con sempre più fatica alle imprese a corto di liquidità o intenzionate a investire, malgrado la crisi.

I dati più freschi messi a disposizione dalla Banca d’Italia sono quelli del terzo trimestre del 2011: al 30 settembre le banche avevano impiegato presso la clientela della provincia di Venezia un ammontare di risorse per 24,6 miliardi di euro - compresi gli impieghi in mutui della Cassa Depositi e Prestiti - con un arretramento di 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti, malgrado i depositi - nello stesso trimestre - siano cresciuti dell’1,4 % passando da 14,2 miliardi a 14,8. D’altro canto sono sotto gli occhi di tutti le quotidiane lamentele degli imprenditori di tutti i settori che difficilmente trovano ascolto e soddisfazione dalle loro banche. «La stretta del credito c’è e da tempo – conferma Luigi Brugnaro, presidente di Confindustria – Anche le aziende veneziane avvertono un peggioramento dei costi del credito e della sua accessibilità. I dati di cui disponiamo si riferiscono al terzo trimestre 2011 ma la tendenza è chiara: la selettività delle banche nella concessione del credito è aumentata nell’ultimo anno e si osserva un inasprimento delle condizioni proposte alle imprese».

«Infatti – aggiunge Brugnaro – analizzando nel complesso la massa creditizia si osserva come nell’ultimo anno siano rimasti praticamente invariati i finanziamenti a breve termine finalizzati soprattutto a esigenze di cassa, ma sono crollati il credito agevolato e i finanziamenti utili ad investimenti, passando ai 187 milioni di euro in provincia di Venezia del terzo trimestre 2011, mentre nell’anno precedente erano stati ben 345 milioni».

Il presidente di Confindustria veneziana non vuole infierire sulla banche perché «si tratta di una fase difficile per entrambe le parti in gioco: le banche che rivendicano il loro stato di imprese e chiedono alle aziende una maggiore trasparenza e correttezza nella gestione finanziaria, dall’altra parte le imprese che pretendono giustamente una valutazione meno burocratica e più realistica dei loro progetti. E’ un gioco pericoloso che rischia di soffocare anche le imprese meritevoli di credito e di sgretolare le basi per la ripresa economica».

Infatti Brugnaro fa presente che «il crescente fabbisogno di liquidità delle aziende è dovuto in buona parte ai diffusi ritardi nei pagamenti, in particolari ai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, che quando deve prendere è veloce e talvolta prepotente ma quando deve dare spesso allunga i tempi a dismisura al punto di far fallire le aziende, mettendo a rischio l’intero equilibrio sociale». Per contenere queste difficoltà, Confindustria Venezia «sta intensificando le relazioni le maggiori banche del territorio per superare interferenze e criticità».

Anche gli artigiani e le piccole aziende sono in affanno. Per sopravvivere alla crisi di mercato, ai mancati pagamenti dei clienti e alla stretta creditizia delle banche, gli artigiani e le piccole aziende veneziane ricorrono sempre di più ai prestiti agevolati, garantiti dalle associazioni di categoria. Cofidi Veneziano – società cooperativa di garanzia mutualistica della Confartigianato che offre ad artigiani e piccoli imprenditori l'accesso al credito agevolato – ha garantito l’anno scorso oltre 205 milioni di euro, 14 milioni in più del 2010. Crediti destinati prevalentemente a operazioni di ristrutturazione di debiti accumulati dalle stesse aziende. E’ questo il panorama che emerge dal consueto report annuale elaborato da Cofidi Veneziano che è una delle strutture di garanzia fidi di maggior peso in tutto il Veneto con oltre 8.000 aziende artigiane e piccole e medie industrie associate. «Quello che chiedono oggi le banche per l’acceso al credito, cioè in media il 4,5%, è un credit-crunch senza precedenti, certificato dalla recente denuncia del Governatore della Banca d’Italia, Visco – dice Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato del Veneto – Un inasprimento delle condizioni creditizie ingiustificato che rischia di far morire l'economia del Nordest». «Per fortuna – aggiunge – il nostro credito convenzionato ha tenuto ma ci aspettiamo mesi difficili in questo 2012. Il problema è il costo del denaro non più sostenibile, il nostro è un grido di aiuto di tutti i gli artigiani veneti che vogliono credere nella capacità di questo Paese di risollevarsi dal baratro della crisi».

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