“Ma xe vero che”, la campagna informativa sul ticket invade il centro storico e Mestre

I manifesti dai colori sgargianti sono stati appesi per presentare la sperimentazione sul contributo d’accesso 

Camilla Gargioni
I manifesti nel campo dei Gesuiti
I manifesti nel campo dei Gesuiti

Sono apparse di fianco alle affissioni che presentano la miriade di mostre che si possono ammirare in città. Colori appariscenti, codice Qr code bene in vista: non è una performance artistica, ma è la campagna informativa “Ma xe vero che”, ideata dal Comune di Venezia per presentare il contributo d’accesso.

Chiunque passerà di fianco alle affissioni e inquadrerà il Qr code con il proprio smartphone, potrà ottenere le informazioni in tempo reale nella lingua con cui è impostato il cellulare: se la lingua non fosse tra quelle della campagna, apparirà in automatico l’inglese. “Ma xe vero che… il contributo si paga sempre? No, solo in alcuni giorni”, “Ma xe vero che… i parenti dei residenti in centro storico pagano per entrare a Venezia? No, sono esenti (ma bisogna richiedere il Qr code)” sono alcune delle frasi che appaiono sui banner. O ancora, su sfondo viola appare il profilo di Venezia stilizzata con la scritta “Ma xe vero che tutti possiamo proteggere Venezia? Sì, ognuno può fare la differenza”.

Sui manifesti, apparsi sia in centro storico sia a Mestre, sono anche indicate le 29 giornate (non consecutive) nelle quali sarà in vigore il contributo d’accesso. Per quest’anno, in via sperimentale, sarà di soli cinque euro in alcune giornate da giovedì 25 aprile fino a metà luglio, con controlli a campione e una lista di esentati ed esclusi dal pagamento: obiettivo individuare la soglia di carico della città e capire appieno quanti siano coloro i quali abitano in città ma non vi hanno la residenza.

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