Stop portali, piccoli hotel contro i grandi

Luvisotto (Villa Roberta): «Lavoro da decenni sul passaparola». Rizzante (The J): «Sono una vera vetrina sul mondo»
Giovanni Cagnassi

JESOLO

Svincolarsi dalle agenzie on line? Questione di stelle (quelle che determinano la categoria) e dimensioni. Gli alberghi più piccoli e a conduzione familiare, per anni spina dorsale del turismo jesolano e veneto, ci credono; i cinque stelle e le grandi catene non lo ritengono invece possibile e neppure immaginabile. La sfida è stata nuovamente lanciata in occasione del bilancio stagionale stilato da Federalberghi Spiagge con il coordinatore, Alberto Maschio e il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon.

Maschio, che è anche presidente dell’associazione jesolana albergatori (Aja) ha precisato che solo Jesolo paga circa 12 milioni di euro di commissioni alle così dette Ota, on line travel agency. Basti pensare che sulla costa veneziana il pegno da pagare è complessivamente oltre il doppio. Schiavon, dalla presidenza di Federalberghi, ha ribadito il concetto e la necessità di fare da soli.

Metamotori di ricerca o società di viaggi on line, da Booking a Trivago o Expedia, oggi fanno il bello e cattivo tempo per le imprese turistiche. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la rete per viaggiare e cercare una sistemazione in una qualsiasi località oggi digita date e richieste su queste Ota.

L’idea di sganciarsi dai colossi della prenotazione on line al momento non convince tutte le categorie che, però, concordano almeno su un punto: la necessità di migliorare la promozione autonomamente, con siti agili e veloci, la giusta promozione coordinata con le associazioni di riferimento. «Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti» dice Walter Luvisotto, titolare della pensione Villa Roberta in piazza Trento al lido di Jesolo, piccolo albergo a conduzione familiare con una clientela affezionata di giovani e famiglie che scelgono la struttura per la comodità e servizio, il prezzo conveniente «Io lavoro da decenni sul sito della mia struttura, ho puntato molto sul servizio e il passaparola. E, infatti, sono riuscito ad andare avanti anche senza Booking o altro. Noi sul territorio abbiamo già il portale “Jesolo.it”, si tratta solo di farlo funzionare».

Ma se saliamo di stelle e dimensioni le cose cambiano. Matteo Rizzante ha inaugurato quest’anno il 5 stelle “The J” sfidando la pandemia. «Quella di potenziare il sito e puntare sulla promozione è una scelta aziendale» dice Rizzante, rampollo di una nota famiglia di albergatori, «ma non possiamo fare a meno delle agenzie on line, che sono una vetrina sul mondo. Nessuno può avere la loro struttura commerciale. Pensare a una struttura simile a Jesolo o anche sulla costa veneziana non sarebbe altrettanto performante».

Sulla stella linea, Luca Boccato, proprietario del primo 5 stelle di Jesolo, l’hotel Almar, amministratore delegato del gruppo internazionale HnH Hospitality che gestisce alberghi in tutta Italia. «È vero che i costi delle commissioni sono elevati» riflette, «se pensiamo che su 100 euro se ne arrivano a pagare 20 o 25, ma è impensabile fare concorrenza ad esempio a un colosso come Booking che è il primo cliente del motore di ricerca Google. Noi possiamo impegnarci sulla promozione, la formazione, lavorare per vendere non solo una camera, ma tutti i servizi connessi. È questa la sfida che prescinde dal solo prezzo». —

Giovanni Cagnassi

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