I precari alla Fenice «Urgono garanzie»

V.m.

Alcuni rappresentanti dei lavoratori precari dello spettacolo si sono ritrovati in presidio davanti al Teatro La Fenice. «Abbiamo inviato una mail alla direzione chiedendo un incontro, come abbiamo fatto con La Scala a Milano che ha risposto subito» spiega Rolando Lutterotti, portavoce della Rete Intersindacale Professionisti dello spettacolo, «anche alla Fenice ci sono molti lavoratori precari che attendono di essere stabilizzati». La direzione della Fenice afferma di non aver risposto perché ogni settimana si incontra con i sindacati ufficiali per trattare anche questi temi. Il Risp è una realtà che si è formata durante la pandemia quando il problema della precarietà è esploso: attori e professioni dello spettacolo, dai macchinisti alle sarte di scena, agli elettricisti e tanti altri, hanno iniziato a fare rete, chiedendo al governo di riconoscere professioni che non hanno nemmeno un contratto ad hoc. «Abbiamo chiesto allo Stato garanzie sulla genitorialità, disoccupazione, malattia e contributo pensionistico», dice Lutterotti, «con il Decreto ristori bis c’è stato un leggero miglioramento, ma c’è ancora molto lavoro da fare».

V.M.

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