Spiagge veneziane, prenotazioni ferme al 35 per cento: pochi stranieri, Pentecoste a rischio

JESOLO. Pentecoste a rischio, gli albergatori attendono prima di festeggiare l'inizio dell'estate. L'unica cosa che sembra certa è che il 15 maggio le spiagge della costa veneziana potranno aprire e con esse anche alberghi, pubblici esercizi e strutture ricettive in genere. Ma con quali previsioni? Oggi si calcolano in media 10 mila tra telefonate e mail che arrivano ogni giorno nei 1000 alberghi del litorale veneziano per chiedere informazioni sulla stagione. Di queste solo meno del 30 per cento, al momento, si trasforma in prenotazioni.
Le prenotazioni
Lo conferma Roberto Dal Cin, delegato per il turismo e vice presidente Confapi Venezia: «I 10 mila contatti possono diventare meno di 3 mila prenotazioni sulla costa veneziana, ma dobbiamo considerare che oggi ci sono ben poche certezze su come apriremo la stagione. Non possiamo festeggiare, ma nemmeno fasciarci la testa anzitempo perchè sappiamo ancora poco o nulla delle regole del gioco».
Il presidente di Confturismo Veneto, Marco Michielli, invita a non cedere troppo al giusto ottimismo della volontà imprenditoriale e considerare anche il pessimismo della ragione. «Le città d'arte soffrono - spiega - basta pensare a Venezia senza turisti da un anno e quattro mesi. Se guardiamo alle spiagge oggi possiamo prevedere una Pentecoste difficile. L'inizio stagione potrebbe attestarsi su un'occupazione delle strutture che sarà circa il 50 per cento rispetto all'estate 2019. Il problema è che partiremo con queste festività caratterizzate dalla presenza importante di turisti tedeschi che ancora non sappiamo se potranno arrivare».
Al lido di Jesolo, la spiaggia forse più rappresentativa per la varietà dell'offerta, con 360 alberghi, ci sono al momento previsioni fosche di occupazione delle strutture ricettive anche sotto il 35 per cento. Diversamente, guardando alla stagione piena, luglio e agosto, i dati potranno salire notevolmente e molti ritengono che crescerà la domanda perchè tutti aspettano la vacanza e l'uscita dalla paura dei contagi.
Luca Boccato, titolare dell'hotel 5 stelle Almar e del Brasilia a Jesolo, più altre 12 strutture in Italia nel grupppo Hnh Hospitality è moderatamente ottimista. «In una settimana abbiamo riscontrato un sensibile aumento delle vendite - spiega - ci confrontiamo, però, da un lato con lo scorso anno e poi con 2 anni fa. Rispetto all'anno scorso nei nostri alberghi a Jesolo siamo a più 35 per cento di prenotazioni, ma restiamo a meno 50 per cento rispetto al 2019 prima della pandemia. Stiamo andando meglio dell'anno scorso in questo momento e la sensazione è che la stagione abbia effettivamente dei segnali positivi, ma non devono esserci toni trionfalistici perchè non ci avvicineremo certo al 2019".
"Dobbiamo avere ancora pazienza, oggi ci sono troppe incertezze e restrizioni, mancano ad esempio i collegamenti aerei. Siamo condizionati da chi arriva in auto e treni o mezzi pubblici, ancora limitati. Ci sono però aspetti positivi di questa pandemia che ci lasciano qualche lezione. Non torneranno più forme di “over tourism”, quindi un eccesso di turisti nelle città che creavano degli squilibri con i residenti e ci sono nuove soluzioni per evitare questo fenomeno. Dobbiamo pensare a servizi nuovi nelle località balneari, come la somministrazione di alimenti e bevande sulla spiaggia. Poi dobbiamo guardarci intorno anche ad altri paesi e chi fa meglio di noi. Magari un'offerta di servizi e strutture sulla spiaggia che abbia un approccio più laico. Diventare elastici». —
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