Vaccini a ristoratori, baristi e camerieri. Nel Veneziano un piano condiviso per salvare il turismo

MESTRE. Vaccinare i lavoratori del mondo del turismo per salvare la stagione estiva.
Il piano vaccinale del Veneziano si arricchisce con un ulteriore tassello. Una nuova categoria, la più complessa, perché riunisce al suo interno molteplici anime: albergatori, ristoratori, gestori delle spiagge, ma non solo. Per questo al piano sta lavorando la Città metropolitana che, la settimana scorsa, ha incontrato online le principali associazioni di categoria, da Confindustria all’Ava, da Coldiretti all’Ascom, passando per la camera di commercio, Confartigianato e, ovviamente, il Porto e l’aeroporto. Obiettivo, vaccinare tutti i lavoratori, possibilmente per fine giugno. E c’è anche il dove: al Tronchetto.
Certo, si parla di una platea vastissima, composta da decine di migliaia di persone. «Attraverso le associazioni di categoria, stiamo facendo un censimento di tutti i dipendenti», fanno sapere dalla Città metropolitana, «Ci interessa anche capire se ci sono aziende più grandi e strutturate, in grado di mettere in campo dei propri presidi per le vaccinazioni, con disponibilità di propri spazi, medici e infermieri, a cui fornire le dosi». Nelle settimane scorse si era fatta avanti Fincantieri, dicendosi disponibile a un progetto di questo tipo, fornendo propri spazi in cui organizzare le somministrazioni.
Per il momento, a Marghera, l’ipotesi resta soltanto sulla carta. Ma ha trovato concretizzazione in Friuli, con un accordo sottoscritto con il presidente Fedriga. D’altra parte, che l’azienda sanitaria abbia intavolato un dialogo con Confindustria è noto da un paio di settimane.
«Abbiamo preso contatto con Confindustria e altri soggetti del mondo imprenditoriale, per dare corso agli altri pezzi del piano vaccinale che vedrà coinvolte le imprese», spiegava infatti il direttore generale dell’Usl 3 Edgardo Contato, «Lo Spisal ha già contatti stretti per procedere con i medici competenti di Fincantieri e le grandi imprese. Non ci sono solo gli anziani, ma c’è anche tutto il mondo produttivo, e noi forniremo ai medici delle imprese tutto il “know how” necessario». Insomma, il punto sono le dosi.
Il dialogo è costante anche tra Usl e Città metropolitana. E l’obiettivo dichiarato è uno: salvare la stagione. «L’inizio di questa fase potrebbe essere metà aprile», anticipa Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, «Di questa partita si sta occupando la Città metropolitana. Molto è legato alla messa a disposizione dei centri più grossi, come il PalaExpo. E poi il Terminal 103 della Marittima, che dovrebbe essere destinato proprio alla vaccinazione del comparto del turismo».
In pratica, il piano sembra essere molto più che un abbozzo. Il tema, ora, è individuare i singoli destinatari. Da capire ad esempio il ruolo degli stagionali, soggetti “indefiniti”, ma fondamentali per la stagione estiva. «Quello del turismo è un reparto composito, bisognerà considerare le esigenze di tutti. Perché gli alberghi non vivono senza bar e ristoranti», evidenzia Sbrogiò, «È tutto un contesto che si compone di turisti che arrivano in un posto, consumano, acquistano. È un settore complesso che andrà organizzato in maniera complessa». —
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