Addio ad Antonio Tegon, il prof veneziano innamorato del cielo

Docente al Morin, si è spento il 3 marzo a 61 anni, vinto dalla leucemia. Commozione degli studenti: «Ora potrà vedere le stelle da vicino» 

MESTRE. «Ora potrà finalmente vedere le stelle da vicino». È la dedica più bella, ma anche la più ricorrente, con cui gli amici e, sopratutto, gli studenti di Antonio Tegon, per tutti semplicemente “Toni”, hanno voluto salutare il prof tanto amato, innamoratissimo del cielo e delle stelle. Si è spento nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 marzo, a 61 anni, all’ospedale dell’Angelo, vinto dalla leucemia contro cui combatteva da un anno e che lo aveva costretto a stare lontano della aule scolastiche del Liceo Morin, di cui era una colonna da tanti anni.

Per capire cosa abbia rappresentato il prof Tegon per un paio di generazioni di studenti mestrini è sufficiente scorrere il mare di commenti che si susseguono su Facebook. «D’altra parte, la scuola era il suo mondo. Era fatto per insegnare» spiega Marco Pinton, «Chi era Toni? Era mio cognato, ma era soprattutto il mio migliore amico».

Quella di Tegon è una vera storia di quartiere: Catene, dove il prof era cresciuto e continuava a vivere, con la compagna Maja. E dove era conosciuto praticamente da tutti. «Ero un asino in matematica e fisica, ma quante risate durante le correzioni dei compiti» il ricordo dell’assessore Simone Venturini.

Quella di Tegon è anche la storia del riscatto di un luogo spesso bistrattato, Marghera, ma elevato da chi lo vive e lo ama. «Toni era legatissimo a Marghera» conferma il cognato. Era uno dei suoi tanti amori, insieme a quello per viaggi - il più recente, in Germania, ultimo di tante avventure per l’Europa -, insieme alla passione per il Milan e per la musica dei Beatles.

Ma il suo amore più grande era un altro. Era il cielo, erano le stelle. Laureatosi in Astronomia a Padova, Tegon insegnava da anni matematica e fisica al Morin, e poi era iscritto al circolo astrofili di Marghera, con cui partecipava a diversi eventi: dalle notti in piazza San Marco, a quelle sulle spiagge di Ca’ Roman. Osservava e raccontava.

«Toni è la persona più intelligente che abbia mai conosciuto. Usava la sua intelligenza nel miglior modo possibile, non urtando mai la sensibilità di nessuno» il ricordo del cognato. Sono in tanti, ora, a stringersi intorno alla famiglia. Alla compagna Maja, alla mamma Iole e ai tre fratelli Francesco, Maria Luisa e Andrea. —



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