«Ancora troppe incognite» Caribe Bay, futuro incerto

JESOLO

È il parco a tema acquatico numero uno in Italia, ma Caribe Bay è per il momento ancora una delle grandi incognite dell’estate jesolana. Il proprietario, Luciano Pareschi, non ha ancora sciolto la sua riserva. Girare la chiave del grande cancello all’ingresso di via Buonarroti a un simile parco costa oltre un milione di euro. Ma se la prossima estate sarà ancora all’insegna delle restrizioni e dei gravi limiti all’intrattenimento a 360 gradi, un colosso come Caribe Bay sarà continuamente a rischio ogni giorno in cui entreranno migliaia di ospiti che girovagano tra scivoli protesi verso il cielo, spiagge di sabbia bianca e palme lambite da onde artificiali, spettacoli e piscine di ogni genere. «Ad oggi non ho ancora nulla da dire», ha detto serafico Pareschi che ogni giorno fa la spola dalla sua Padova ai cantieri di Caribe Bay. Ha chiesto determinate garanzie al Comune e allo Stato, e ad oggi ancora non ci sono. Servono regole e protocolli specifici. L’estate scorsa non ha aperto e la città ne ha risentito. Perché Caribe Bay è Jesolo, una valore aggiunto per la località turistica. I turisti chiedono dove sia il parco a tema acquatico con scivoli e spiagge caraibiche.

Il presidente provinciale Confapi, Marco Zecchinel, e il vice presidente Roberto Dal Cin si sono rivolti al patron di Caribe Bay: «Questa struttura è fondamentale per una località come Jesolo. È un faro sul litorale. Noi siamo con Pareschi e cercheremo di sensibilizzare le istituzioni perché gli diano garanzie che consentano la riapertura in sicurezza».

Sul versante del mondo della notte pesano ancora molte incertezze. «Non dobbiamo puntare sui singoli slogan di imprenditori della notte che agiscono da soli, seppur legittimamente», spiega Franco Polato del Silb provinciale, «ma su una programmazione seria. Abbiamo un comitato che sta lavorando con il ministro Speranza e il Cts. È a Roma che dobbiamo incidere e iniziare. Se non ci sono i presupposti come l’anno scorso, alle condizioni dell’estate 2020, non apriremo. Ieri, in Comune a Jesolo, abbiamo chiesto una variante al piano acustico per le discoteche e di valutare assieme di poter contare su spazi all’aperto, come ad esempio parcheggi e altre aree. Infine, per la Tari, abbiamo chiesto un intervento per calmierare le tariffe a quei locali che di fatto non hanno aperto o lo hanno fatto per pochi giorni» . —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia