Venezia, vaccini anche ai dipendenti Actv e Veritas

VENEZIA. Sindaci metropolitani e commissario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri, vertice il 15 febbraio sul piano vaccinale, che tutti vogliono rapido e sicuro, contro il coronavirus con un tavolo tecnico-operativo. «Servono certezze su quantità, tempi e forniture delle dosi», spiega il sindaco Luigi Brugnaro, che ha partecipato al confronto in videoconferenza assieme ai sindaci delle città metropolitane e delle grandi città: da Milano con Sala al sindaco di Firenze Nardella, fino allo staff del sindaco di Napoli, De Magistris, e il sindaco di Bari, Decaro, presidente dell’Anci.
Da Venezia al commissario è stata ribadita la massima volontà di collaborazione, assieme alla Regione, per coordinare i punti di vaccinazione. «Anche con il coinvolgimento delle farmacie», precisa Brugnaro. Dalla riunione è emersa la necessità di modulare il piano secondo i territori: quindi non tanto grandi hub di vaccinazioni ma una rete di luoghi condivisi con i sindaci dove attuare il piano vaccinale.
E il sindaco di Venezia ha chiesto che sia allargata la platea di lavoratori dei servizi essenziali a cui assicurare la vaccinazione. Per Venezia si tratta di almeno 5 mila lavoratori da aggiungere alle liste: agenti della polizia locale veneziana; autisti di bus e marinai dei vaporetti Actv; operatori ecologici di Veritas e personale scolastico comunale.
Non solo la scuola statale, quindi. Brugnaro ha chiesto di vaccinare anche le educatrici di scuole dell’infanzia e nidi; cuochi e scodellatori di Ames e il personale scolastico delle scuole paritarie. Il nodo sono i vaccini. Lo ribadisce il sindaco Nardella: «Obiettivo, 1.800 punti di vaccinazione entro marzo e 52 milioni di dosi da somministrare entro giugno. E proponiamo di dare priorità anche agli operatori del turismo», dice il primo cittadino. Richieste che hanno trovato l’assenso del commissario per l’emergenza, a quanto si è capito. Al termine del confronto i vari staff dei sindaci metropolitani si sono messi al lavoro sugli elenchi del personale da sottoporre a vaccinazione, che come noto coinvolge anche le forze dell’ordine e il corpo deivigili del fuoco.
La sinergia è la parola d’ordine, ribadita al termine della riunione tecnico-operativa.
Da Reggio Calabria arriva una nota di sintesi finale. «Mentre continua la campagna vaccinale tra i soggetti di prima fascia, di concerto con la struttura commissariale – si legge – i sindaci delle realtà metropolitane hanno condiviso la loro disponibilità a collaborare per l’organizzazione delle reti territoriali necessarie per arrivare pronti alle fasi di somministrazione di massa dei farmaci anti-Covid».
Con Arcuri si è discusso di varie soluzioni logistiche: l’installazione di tensostrutture da utilizzare come spazio per le vaccinazioni e «accorgimenti da intraprendere per evitare eventuali assembramenti durante i processi di vaccinazione». Ma a Venezia non si punta ad un hub unico, la complessità territoriale impone di reperire più luoghi diffusi tra città d’acqua e di terra. «Per i servizi dipende anche se la vaccinazione del singolo lavoratore va eseguita nel territorio di residenza o in quello in cui si lavora», spiega l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini, che ha partecipato alla riunione.
Un passaggio è previsto anche nella conferenza Stato-Regioni, per il raccordo tra enti e strutture sanitarie locali. —
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