Jesolo, tutti con Pinton per riaprire le discoteche: pagamenti on line e test da esibire all'ingresso

JESOLO. Protocolli di sicurezza per discoteche e locali di intrattenimento, anche le forze politiche in Consiglio comunale a Jesolo sostengono l’iniziativa di Tito Pinton del Muretto per poter riaprire nella stagione estiva. La bozza è stata già presentata a numerosi primi cittadini della costa veneziana, tra cui i sindaci di Bibione, Jesolo, Caorle che si sono messi a disposizione.
L’obiettivo è unire le forze con la costa romagnola dove Pinton ha aperto il locale “Musica” assieme al gruppo Cipriani a Riccione. Tutti i Consigli comunali delle varie città turistiche dovrebbero approvare lo stesso documento per presentarlo al tavolo del nuovo Governo.
Il protocollo si basa sulla presenza del virus Covi e della necessità, almeno in questa fase, di conviverci. E prende in considerazione la possibilità di prenotazioni e pagamento on line per evitare code e assembramenti all’ingresso, presenza di personale debitamente formato, quindi sanitari e medici. E test speciali da esibire prima dell’ingresso in discoteca secondo le nove modalità che la scienza consente oggi, eseguendoli anche in autonomia. Sono solo alcuni dei punti enunciati per cercare di non impedire alle discoteche di aprire alla vigilia della prossima stagione.
«Sosteniamo la proposta che viene dal mondo del divertimento», ha subito affermato Christofer De Zotti con Lucas Pavanetto del gruppo consiliare di Jesolo Bene Comune, «il settore forse più colpito in questa pandemia. Le istituzioni devono sostenere le proposte concrete per la ripartenza, connotate da un approccio di responsabilità, di serietà, di maturità. Va studiata fin d’ora una formula per la ripartenza del settore», prosegue, «protocolli rigorosi che come in questo caso partono da una maturità e dalla volontà di affrontare anche investimenti da parte degli operatori. Il divertimento è una parte fondamentale della nostra offerta turistica e come tale necessità del supporto delle istituzioni. Ora», conclude De Zotti, «i Consigli comunali delle città balneari approvino dei documenti che diano una forza politica ampia ai sindaci per portare sul tavolo del governo queste istanze». —
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