Nel 2020 un crollo dell’80% Si punta a congressi e cinema

VENEZIA

Mancano ancora i dati di novembre e dicembre, ma la sostanza non cambia. Un milione e trecentomila arrivi, tre milioni e 400 mila presenze. Stop. Il turismo 2020, secondo i dati provvisori caricati nel data base della Regione, fotografano una situazione che assomiglia a quella del 1970, cinquant’anni fa. Meno 77% di arrivi, meno 75% di presenze. Effetto lockdown, naturalmente, che ha chiuso letteralmente le città dal 9 marzo e per 69 giorni. Una scoppola che la seconda città più visitata d’Italia ricorderà a lungo, come del resto le “colleghe” Firenze, Milano, Roma e Napoli. Durante i settanta giorni di lockdown, a Venezia si sono registrati poco più di ventimila turisti.

Anche per questo, tra le iniziative per ripensare al posizionamento turistico di Venezia, il Comune sta coltivandoil turismo congressuale, quando sarà permesso, e sulla strategia di «città del cinema», agevolando le produzioni cinematografiche visto che la città in questo momento è particolarmente «agibile». Nel 2023 dovrebbe essere inaugurato il Palazzo del Casinò al Lido, al centro di un programma di promozione di turismo congressuale. —

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