La nuova Biennale di Architettura resta ancora nell’incertezza
Biennale 2021, la grande incognita. Lo scorso anno a causa dell’emergenza Coronavirus, la 17ª Mostra Internazionale di Architettura è stata fatta slittare a quest’anno, f acendo a sua volta spostare al 2022 la nuova edizione della Biennale Arti visive curata da Cecilia Alemani.
“How will we live together? (Come vivremo insieme?) – questo il titolo della manifestazione curata dall’architetto e docente Hashim Sarkis – è prevista dal 22 maggio al 21 novembre 2021, secondo quanto annunciato. Ma la situazione che stiamo vivendo, ancora immersi nel problema Covid, crea più di una perplessità sul fatto che anche questa scadenza possa essere effettivamente rispettata.
Teoricamente i musei e gli spazi espositivi dovrebbero essere nuovamente aperti al pubblico dal 15 gennaio, ma la Fondazione Musei Civici ha annunciato che non riaprirà le sue sedi prima del primo aprile. I programmi espositivi di tutte le istituzioni, dalla Guggenheim alla Fondazione Pinault, sono in questo momento “congelati” in attesa di capire come evolverà la pandemia.
La Mostra internazionale di Architettura è però una manifestazione molto più complessa, che coinvolge una moltitudine di Paesi stranieri, implica imponenti lavori di trasporto e allestimento delle opere e una movimentazione notevolissima di persone che calano a Venezia da tutto il mondo.
A questo si aggiungono le decine di mostre collaterali - molte delle quali già “vistate” col marchio del Leone della Biennale - che dovrebbero svolgersi a Venezia in contemporanea in vari luoghi della città. E’ realistico immaginare che tra cinque mesi tutto ciò possa svolgersi regolarmente, con Paesi che al momento hanno addirittura chiuso le frontiere a voli da altre nazioni? L’ultimo Consiglio di amministrazione della Biennale, tenutosi poco prima di Natale, non ha per il momento neppure affrontato il problema, confermando date e regolare svolgimento della manifestazione. Non è stato al momento elaborato alcun “Piano B”, a quanto risulti, nel caso le cose dovessero precipitare.
Per capire perciò se la Biennale Architettura potrà svolgersi regolarmente, saranno cruciali i prossimi due mesi, considerando anche i tempi di allestimento della mostra e di movimentazione delle opere. Inutile dire che se la Biennale Architettura dovesse saltare ancora, sarebbe una mezza catastrofe non solo per la fondazione, ma anche per la città e l’indotto collegato. Scenari ai quali al momento nessuno vuole pensare, ma che tra qualche mese - se le cose non cambiano rapidamente - potrebbero diventare realistici. —
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