Promossa senza concorso vigilessa di Mirano perde il ricorso

MIRANO. Il Tribunale del lavoro di Venezia respinge la causa di un componente della polizia locale Unione dei Comuni del Miranese, trovatosi demansionato con la costituzione del nuovo ente, nel gennaio scorso. Secondo il giudice, non aveva né il titolo né effettuato il concorso per avere quel posto quando lavorava nel suo Comune.
E così l’Unione del Miranese ha preso atto del pronunciamento dandone esecuzione. La sentenza è di un mese fa e ora un po’ tutte le parti attendono i contenuti per capire come muoversi: non si escludono ricorsi.
Tutto è nato una decina d’anni fa, quando la vigilessa era stata promossa a un livello superiore, occupato fino a tutto dicembre 2014. Quando a Capodanno 2015 entrò in vigore l’Unione dei Comuni furono accorpate delle funzioni, tra cui la polizia locale.
All’epoca i Comuni aderenti furono sei, ossia Mirano, Spinea, Martellago, Santa Maria di Sala (poi uscita l’1 gennaio 2019 ndr), Noale e Salzano e, di conseguenza, c’erano altrettanti vertici e posizioni nei singoli comandi. Siccome l’Unione serviva anche a razionalizzare risorse e uomini, si ridisegnò l’organigramma dell’intero corpo. E la vigilessa si trovò demansionata rispetto al livello precedente, tanto da chiedere all’Unione un danno economico di 78.900,32 euro dal 2015 al 2018.
Per la determina dell’Unione dei Comuni, «la pretesa della dipendente si basava sul fatto che lo stesso asseriva l’illegittimità e la nullità della graduatoria di cui la determina del comandante dell’Unione dei Comuni del Miranese avente ad oggetto “Individuazione attribuzione gerarchica e gradi del personale dipendente del Corpo di Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Miranese” e conseguentemente, il diritto a vedersi riconosciuta la posizione».
Il ricorso è stato rigettato dal Tribunale del Lavoro che «dichiara la nullità per contrarietà a norme imperative del verbale di conciliazione sottoscritto dal Comune in questione e il dipendente il 30 settembre 2013 avanti alla Commissione provinciale di Conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro di Venezia, con cui lo stesso dipendente veniva posto in categoria superiore con efficacia dall’1 gennaio 2011».
Nella stessa determina dell’Unione si scrive «d’incaricare il servizio Personale dell’ente a una ricognizione della posizione economica del dipendente e all’adozione di un eventuale successivo provvedimento inerente la quantificazione di differenze retributive per il periodo decorrente dall’1 gennaio 2011».
Il sindaco del Comune in cui la vigilessa lavorava sino al 31 dicembre 2014 dice di voler aspettare le motivazioni della sentenza per capire se chiedere eventualmente i danni erariali per gli anni precedenti. —
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