Posti di blocco per i barchini, mondo della nautica in rivolta

VENEZIA. L’elicottero che volteggia alle 5 del mattino. Le volanti e le moto d’acqua, la motovedetta. Sequestri di barche e multe per migliaia di euro. Uno spiegamento di forze mai visto, proprio nel periodo in cui taxi e Gran Turismo ancora non si vedono. Obiettivo, i motori fuoribordo dei barchini. Spesso dalla potenza superiore a quella dichiarata. Un pugno di ferro che sta sollevando proteste nel mondo della cantieristica e tra il popolo delle barche. «Siamo molto preoccupati», si sfoga Gianfranco Vianello Crea, presidente del Consorzio cantieristica minore alla Giudecca, «la gente ha paura. Noi diciamo giusto far rispettare le regole e i limiti di velocità. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Rischiamo di mettere in crisi un intero comparto». Raccontano di un ragazzo multato per 2800 euro. Il suo motore risultava superiore alla cilindrata originaria. Dunque, «guida senza patente e assicurazione». Altre multe a chi girava con il 9.9 senza targa. Previsto dalla legge. Ma se i motori sono a due tempi la potenza in kilowatt è leggermente superiore. Sequestro.
«Ci vuole gradualità», gli fa eco Mauro Gherardi, titolare dell’omonimo cantiere a Cannaregio, «siamo appena ripartiti dopo tre mesi di crisi e miseria. Adesso questo colpo». Un’offensiva voluta dal questore, dopo la presentazione di numerosi esposti di abitanti del Lido che segnalavano le scorribande notturne di ragazzini a bordo d i barchini a tutta velocità. «Bisogna punire chi fa queste cose» dice Crea, «non tutti». Invece l’elicottero girava anche ieri mattina all’alba. Alle 5 e mezzo del mattino.
Secondo fronte di offensiva, la velocità. Un’ordinanza della Capitaneria di porto adesso prevede l’obbligo dell’Ais (una sorta di Gps) per le imbarcazioni del trasporto passeggeri sotto le 150 tonnellate. La laguna è stata definita «zona di acque tranquille» e di lento moto. Abolite le deroghe che la stessa Capitaneria aveva messo nel maggio del 2006. Adesso, scrive l’ammiraglio, «visto il traffico sempre crescente di unità nautiche che attraversano i canali marittimi si prevede l’obbligo di Ais a bordo delle unità sotto le 150 tonnellate».
«Le barche da diporto sono escluse», è l’interpretazione del Comune. In realtà l’ordinanza non specifica. I limiti di velocità con i chilometri orari sono sostituiti dall’obbligo di «non planare e di non produrre onde a poppa e baffi d’acqua a prua». Insomma, chiunque può essere fermato anche se non produce onde se la sua barca plana. Proteste e annunci di prossime manifestazioni da parte dei proprietari di barche. «In laguna la barchetta che plana può fare meno onde di quella che viaggia con la prua alta», dicono, «qui non si può più girare in barca nella nostra laguna»
Il Comune pare abbia accolto con qualche imbarazzo la notizia della doppia offensiva delle forze dell’ordine. «Il problema», ripete il sindaco Luigi Brugnaro, «è che la competenza delle acque lagunari va data al Comune». Solo così si potranno unificare regole e divieti. Senza distinzioni tra la giurisdizione dei canali navigabili, i rii interni e quelli lagunari. Intanto la protesta contro i posti di blocco monta.
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