Palazzo Ducale di Venezia, primo giorno d'apertura già con le code

VENEZIA. Una lunga coda di visitatori, proseguita per tutta la giornata. È stato questo il segnale, benaugurante, della riapertura di Palazzo Ducale, primo segno della ripartenza per la Fondazione Musei Civici. «Se è aperto il Ducale, è aperta Venezia. Questo è il nostro primo passo verso il ritorno alla normalità in un luogo simbolo per la storia di qesta città», ha sottolineato la direttrice della Fondazione Musei Gabriella Belli, presente con la presidente dell’istituzione Maria Cristina Gribaudi e, in rappresentanza del Comune con la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano e l’assessore al Turismo Paola Mar. Ai circa mille visitatori che avevano prenotato la visita nei giorni scorsi, se ne sono aggiunti più o meno altrettanti che si sono invece presentati alle biglietterie, mettendosi in coda per tutta la giornata, fino alla chiusura fissata alle 18, rispettando anche tutte le misure di sicurezza sanitaria adottate per l’emergenza Coronavirus, con un limite massimo di 400 persone in contemporanea all’interno del museo.
Tra i primi a far visita a Palazzo Ducale, 20 operatori degli ospedali Civile di Venezia e dell’Angelo di Mestre. «Un omaggio e un ringraziamento simbolico da parte della Fondazione Musei», ha sottolineato Gribaudi, «a chi in questi mesi si è speso per combattere in prima linea la battaglia contro il coronavirus. Il Ducale – aperto al prezzo “stracciato” di 13 euro rispetto ai 25 precedenti – sarà aperto anche oggi come i Musei del vetro a Murano e del Merletto a Burano (aperti questi a titolo gratuito): poi se ne riparlerà per il prossimo weekend. Così dovrebbe essere fino al 26 luglio – almeno per il momento – e, vista anche la risposta di pubblico di ieri e il ritorno parziale di turisti in città, viene da chiedersi se varrebbe la pena di “rischiare”, come stanno facendo ad esempio le Gallerie dell’Accademia e aprire tutti i giorni. Invece per il momento i dipendenti della Fondazione Musei – conservatori compresi – resteranno quasi tutti in cassa integrazione. «Li faremo rientrare non appena sarà possibile», ha spiegato ieri la presidente Gribaudi, «ma aspettiamo soprattutto la riapertura dei voli internazionali all’inizio di luglio, per una vera ripartenza».
Resteranno invece per ora chiusi al pubblico il Museo del Settecento Veneziano a Ca’ Rezzonico, Casa Goldoni, Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo e il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue, visitabili solo su prenotazione per gruppi di dieci persone (così come Ducale, Vetrario e Merletto al di fuori del weekend).
«Speriamo di poter riaprire il museo Correr ai primi di luglio», ha detto ieri ancora Belli, «mentre per la Galleria Internazionale di Ca’ Pesaro, ancora alle prese con i danni subìti dall’acqua alta di novembre, la riapertura dovrebbe essere a settembre, seguita circa un mese dopo dall’apertura al suo interno della mostra dedicata a Fabrizio Plessi, che presenterà comunque già a settembre la sua video installazione esterna sull’Ala Napoleonica. A ottobre potrebbe riaprire anche Palazzo Fortuny con il riallestimento curato da Pier Luigi Pizzi». Ma in molti – dal capogruppo del Pd in consiglio comunale Monica Sambo al segretario generale della Uil Mario Ragno – chiedono che la riapertura dei musei civici sia ampliata e accelerata».
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