Mestre, bruciato ancora il libro “Cracking”: seconda intimidazione a Bettin in 15 giorni

MESTRE. Hanno bruciato nuovamente Cracking il libro di Gianfranco Bettin. E nuovamente, per farlo sapere, lo hanno lasciato nella sede della Municipalità a Marghera, di cui il sociologo è presidente. Ma questa volta il responsabile lo ha fatto alzando il tiro della sfida e lo ha lasciato in un sacchetto per rifiuti all’interno dell’edificio nell’orario di apertura dell’anagrafe: tra le 11 le 13 di giovedì. Quindici giorni fa il libro semi bruciato lo aveva infilato nella grata di una finestra. E dopo aver riempito il libro di scritte offensive e di minacce nei confronti del sociologo e di Marghera. Sull’accaduto indagano gli agenti della Digos, gli stessi che si stanno occupando del primo episodio.
A rendere noto l’episodio è lo stesso Gianfranco Bettin con un post su Facebook.

Scrive: «Avvolta in un sacco per i rifiuti è stata ritrovata in municipio a Marghera un’altra copia bruciata e con pagine strappate del mio libro “Cracking”. Non è chiaro se vi siano, come nel caso precedente, scritte, minacce e insulti al sottoscritto e alla comunità di Marghera o simboli nazi (come le svastiche tracciate sulla copia bruciata la volta scorsa) e attualmente il libro è sotto sequestro da parte di chi compie le indagini». Racconta il presidente della Municipalità: «Il libro è stato deposto o gettato nell’atrio del municipio, durante l’orario di apertura dell’anagrafe comunale, presumibilmente tra le 11 e le 13. È intervenuta la polizia e per tutto il pomeriggio sono stati compiuti i rilievi dalla Scientifica e dalla Digos.
«Da parte mia», continua, «posso solo aggiungere che questo oltraggio, o questa minaccia, non cambieranno niente nel mio lavoro né di autore né di amministratore e attivista, quale che sia la matrice del gesto. Sono soprattutto dispiaciuto per questo mio libro, per l’offesa, l’insulto che gli viene recato. È una storia d’amore e di lotta nel contesto della crisi industriale e ambientale di questi anni e delle infiltrazioni criminali nell’area portuale e industriale. “Cracking” resta sulla ciminiera ribelle, senza paura, ma è costernante che vi sia chi ritiene possibile minacciare e oltraggiare oggi i libri, gli autori, gli amministratori e gli attivisti e chiunque altro. Pessimi segni dei tempi».

Per il momento non c’è una vera e propria pista. Gli investigatori della Digos stanno raccogliendo elementi che possono arrivare dalla visione di telecamere di sicurezza o da eventuali testimoni che l’altro giorno hanno visto entrare o uscire persone sospette dal municipio.
«Bruciare i libri è tra i gesti più tremendi che si possano compiere. Perché è violenza, sopraffazione, censura. Ci riporta all’orrore delle dittature e ad una oscurità umana che esprime tutto il contrario di ciò che è libertà, civiltà, democrazia», lo ha scritto sui suoi profili social Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. «Per la seconda volta in poco tempo, Gianfranco Bettin è stato fatto oggetto di un ignobile tentativo di intimidazione». Lo afferma Giorgio Dodi, segretario comunale del Pd.
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