Mestre, una vittima su cinque era in casa di riposo

L'ultimo caso, una 72enne ospite della struttura di Fiesso. La Cgil attacca la Regione
La residenza per anziani La Salute
La residenza per anziani La Salute

MESTRE. Un morto su cinque per Covid nel Veneziano era ricoverato in una casa di riposo.

L’ultima di questa triste lista è Fiorella Bortolozzo, morta ieri mattina all’ospedale di Dolo a 72 anni. Originaria di Fossò, dove aveva vissuto in via Roverelli, la donna era ospite a “La salute” di Fiesso D’Artico. Era sorella di Dante Bortolozzo, medico di famiglia di San Pietro di Stra, morto nel 2016 a 83 anni.

La donna, che non era sposata e non aveva figli, lascia la sorella Giuliana e i nipoti.

Bortoluzzo è la 15esima vittima per Covid nella residenza di Fiesso. Con un’ottantina di positivi (5 ricoverati in ospedale) su oltre 90 ospiti, l'attesa è per gli esiti del terzo tampone. E proprio le rsa sono le “sorvegliate speciali” in questi mesi di emergenza sanitaria. I 3.479 ospiti delle case di riposo dell'Usl 3 sono stati tutti sottoposti a tampone, ma in molti parlano di una situazione presa in considerazione a “bomba” ormai deflagrata.

Un possibile ritardo sul quale vuole vederci chiaro la Procura della Repubblica di Venezia, che ha aperto un’indagine conoscitiva sulle case di riposo. «I ritardi e le mancanze della Regione nella presa in carico di Ipab e rsa sono gravissimi» denuncia Cgil che, con la voce di Italia Scattolin, chiede un “premio” economico per gli operatori. «Hanno subìto la mancanza di una regia chiara e l'inadeguatezza dei sistemi di protezione e sicurezza, in una carenza di organico cronica aggravata dall’aumento del contagio tra i colleghi. Costretti a carichi di lavoro massacranti, a orari inusuali e ad attività inedite». La questione riguarda anche i numeri, che “ballano” in una cornice troppo larga.

La conta delle vittime, in ogni caso, supera la trentina. Sette di queste nella residenza Casson di Chioggia, che conta anche 17 ospiti positivi, di cui 7 ricoverati. Numeri a cui aggiungere i 25 contagi nel personale.

«Gli esiti del nuovo tampone sui pazienti porta risultati confortanti, con nuovi negativizzati» spiega il presidente Andrea Giovanni Zennaro. «Ma la situazione più preoccupante è per i 104 operatori, di cui 53 a casa: 25 positivi e 28 per malattia, 104 o altre fragilità». Gli esiti dei tamponi su questi ultimi sono attesi per oggi. È delicata la situazione anche alla Adele Zara di Mira, il presidente della cui cooperativa amministratrice, Paolo Dalla Bella, annuncia una nuova tornata di tamponi in settimana. «Ora abbiamo 36 positivi, 7 ricoverati in ospedale» spiega. «Questa settimana faremo ulteriori tamponi sui 29 positivi tuttora nella nostra residenza». Nella struttura sono stati registrati finora 6 decessi. Ma la situazione più grave è forse quella della Residenza Venezia di Marghera dove, su 115 ospiti, 87 sono positivi. Ancora, al centro Nazareth i tamponi hanno dato esito positivo su 19 ospiti, due ricoverati in ospedale. A chiudere, la situazione nelle tre rsa Sereni orizzonti: tutti negativi nelle residenze di Marcon (dove i test ematici avevano segnalato 7 positività) e Torre di Mosto. Quanto alla struttura di Cinto Caomaggiore, che opera in convenzione con l’Usl 4, al suo interno sono ricoverati 11 pazienti nel reparto di ospedale di comunità per malati Covid e 5 nel reparto dimissioni protette. — (ha collaborato Alessandro Abbadir)

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