La casa di riposo si riorganizza. Cinque aree alla Residenza Venezia

MARGHERA. «I residenti della struttura stanno bene, sono sereni e ricevono il massimo delle attenzioni da parte del personale. Sono stati informati dell’evolversi della situazione e si sono dimostrati comprensivi e con grande spirito di adattamento». La Residenza Venezia di Marghera, nell’occhio dei ciclone per i numerosi casi di positivi all’interno della struttura, l’alto numero di deceduti e gli esposti da parte dei parenti degli ospiti morti a causa del Covid-19, ha comunicato a tutti i famigliari la riorganizzazione in corso che dovrebbe servire ad evitare nuovi focolai. I parenti sono stati rassicurati sul fatto che gli anziani sono in buone condizioni. La prima novità è che l’Rsa è stata suddivisa in cinque aree: un’area ospiti negativi con triplo o più tamponi negativi, un’area ospiti negativi con doppio tampone negativo, un’arra per ospiti in quarantena rientrati dall’ospedale, un’area per ospiti esposti a contatto ma negativi e un’area per ospiti positivi. I positivi, in questo momento, sono 12 e sono in buono stato di salute. Una riduzione drastica rispetto agli inizi di aprile, quando erano positivi quasi in novanta ospiti, tanto che i famigliari avevano chiesto un incontro all’Asl. La Residenza, inoltre, spiega che dal 13 maggio è iniziato da parte dell’Usl 3 Serenissima lo screening sierologico del personale e degli ospiti che non hanno mai avuto un tampone positivo. Il personale – fa sapere la direzione - è quasi del tutto rientrato dal domicilio. Non solo. Si fa presente che la struttura è stata sanificata e lo continua ad essere. Partita aperta, invece, per quel che riguarda l’assistenza medica. La Residenza ha avviato la «ricerca di un medico da assumere in via diretta, con costo interamente a carico della struttura». La direzione assicura anche che la disponibilità di prenotazione delle videochiamate sarà ampliata, e che i famigliari riceveranno due volte a settimana un aggiornamento. Nel frattempo i parenti dei residenti che hanno contratto il Covid in struttura non mollano. Lo studio legale associato Trivellato & De Luigi di Mestre ha depositato quattro nuovi plichi di carte in Tribunale a Venezia, che fanno salire il conto degli esposti alla Procura della Repubblica ad otto. Altri ne sono in arrivo. Dietro ciascun fascicolo ci sono volti e storie di persone, ma soprattutto tanta sofferenza e desiderio di giustizia. Domani pomeriggio nel Duomo di Gambarare ci sarà l’addio a Giovanni Molin, 78 anni, uno dei tanti ospiti della Residenza Venezia che hanno contratto il virus all’interno della struttura per poi essere ricoverati all’ospedale e il primo deceduto per Coronavirus ad avere un vero e proprio funerale. Tra i numerosi risvolti sul tappeto di cui si sta occupando lo studio legale, anche quello relativo alle rette, che continuano a correre nonostante i residenti siano ricoverati. Nella lettera della direzione si fa riferimento anche alla mancanza di risposte su informazioni sanitarie richieste da famigliari sullo stato di salute dei parenti, chieste e non ottenute, spiegando che queste ultime potevano essere fornite solo da personale medico. —
Marta Artico. © RIPRODUZIONE RISERVATA .
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