Aldo Favaro si spegne all’età di 90 anni “La Salute”, ora i decessi sono venti

FIESSO. Ventesimo decesso legato al Covid 19 di ospiti provenienti dalla casa di Riposo “La Salute” di Fiesso d’Artico. È morto all’ospedale Covid di Dolo all’età di 90 anni Aldo Favaro che viveva nella Rsa da circa 4 anni e che prima risiedeva in via Rossini a Mira Vecchia. La casa di riposo “La Salute “di Fiesso è quella che registra il più alto numero di decessi in una singola struttura del genere, in tutto il veneziano.
A ricordare chi fosse Aldo Favaro è il figlio Marcello. «Mio papà», spiega, «a parte qualche piccola patologia stava sostanzialmente bene. All’inizio dell’emergenza al controllo, era risultato negativo al tampone, i successivi sono risultati positivi e ha cominciato ad ammalarsi e purtroppo è spirato lo scorso 30 aprile all’ospedale di Dolo». Una vota da contadino, Favaro aveva lavorato anche come muratore e poi operaio all’ex Mira Lanza dal 1970 alla fine degli anni Ottanta.
« Posso dire che è stato trattato benissimo in quella casa di riposo in tutti questi anni», aggiunge il figlio, «per quello che è successo non addossiamo colpe a nessuno». Aldo Favaro, lascia i figli Alessandro, Antonella, Marcello Giorgio. I funerali si terranno in forma strettamente privata mercoledì prossimo alle 10. 30 nella chiesa di San Nicolò a Mira. Tra le vittime, sempre originaria di Mira è morta anche Marina Corrò 62 anni che è deceduta all’ospedale di Noale. Nonostante il numeri di decessi record il numero dei positivi alla casa di riposo di Fiesso è calato drasticamente. Da 60 ospiti, su un centinaio trovati positivi al virus grazie agli ultimi controlli con i tamponi, ora sono 5 le persone positive complessivamente. Significa che la strategia di isolare chi era positivo è risultata vincente. La casa di riposo di Fiesso è una struttura che ha chiesto di essere rinominata Rsa di secondo livello. La direzione aveva chiesto di ottenere questa condizione, ben prima dell’arrivo del Covid 19, ciò in considerazione del fatto che l’età dei degenti e delle patologie pregresse che hanno, richiedono un livello di “ospedalizzazione” della struttura più alto e quindi con maggiore presenza di personale sanitario specialistico. — a.ab.
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