Ermenegildo Dei Rossi, il postino in pensione che era sopravvissuto alla Costa Concordia

Il 76enne di Ca’ Savio è morto al Covid Hospital. Le figlie: «È stato il pilastro della famiglia» 

Ca' SAVIO. Era sopravvissuto nel 2012 con la sua famiglia al naufragio della Costa Concordia, ma non è riuscito a festeggiare le nozze d’oro dei 50 anni di matrimonio con la moglie Rita programmate per il 18 aprile.

Si è spento a 76 anni il 6 aprile, ricoverato al reparto di terapia intensiva del Centro Covid-19 di Jesolo, il postino in pensione Ermenegildo Dei Rossi di Cavallino.

È il primo decesso nel Comune. Entrato in ospedale a Jesolo il 27 marzo era risultato positivo al Coronavirus a cui era stato associato un quadro clinico caratterizzato da altre patologie pregresse. Il grande dolore dei famigliari, in particolare della moglie Rita e delle figlie Claudia e Giorgia, delle quali una è in quarantena nella dimora di via Pordelio 5 a Cavallino-Treporti dal giorno del ricovero del padre, è stato soprattutto quello di non averlo potuto assistere in questi giorni di ricovero.

Originario di Burano, viveva da 50 anni a Ca’ Savio. Aveva preso servizio alle Poste a Venezia, iniziando a San Felice nel 1975. Era in pensione dal 1994. Nel 2012 era, assieme ai famigliari, sopravvissuto al disastro della nave Costa Concordia affondata all’isola del Giglio. «Era ben voluto da tutti», ci tengono a far sapere dalla sua famiglia, «pronto ad aiutare il prossimo, molto disponibile con le persone, tutti lo conoscevano per il suo buon cuore». «È stato un padre molto generoso che sapeva andare oltre le asperità del suo carattere», raccontano le figlie, «un pilastro della nostra famiglia a cui non ha mai fatto mancare nulla. Stiamo soffrendo per la sua scomparsa perché per la quarantena non abbiamo potuto salutarlo». La sindaca Roberta Nesto facendo le condoglianze alla famiglia Dei Rossi ha fatto sapere che a Cavallino-Treporti il bilancio è di 9 positivi. —



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