Coronavirus nel Veneziano, Impennata di positivi e vittime a quota 102
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Impennata di positivi e decessi a quota 102. Dopo l’apparente rallentamento di ieri il coronavirus torna a farsi sentire con un aumento in poche ore di 73 positivi e la morte di quattro persone negli ospedali di Venezia, Mestre, Dolo e Jesolo, una nella casa di riposo Francescon di Portogruaro e Amalia Salvador, vedova Pizzolito, 94enne residente a San Giorgio al Tagliamento, deceduta in una Rsa di San Vito al Tagliamento.
Dallo scorso 21 febbraio, quando è scattata l’emergenza coronavirus nel Veneziano, le vittime in provincia sono state in un mese e mezzo centouno, incluse quelle morte fuori provincia, mentre il totale dei casi è 1.452, inclusi i decessi e i 147 dimessi (uguali a ieri). Gli attuali contagiati sono 1.204 di cui ricoverati 288 (due più del giorno prima) e curati a casa 916. In isolamento a casa ci sono invece 4.384 persone. Salgono di tre persone i ricoveri in Terapia Intensiva. In Veneto i casi a ieri erano 11.407 e i decessi 599. Come si evince dai dati l’andamento del virus è altalenante. Tra gli aumenti dei positivi la Cgil segnala dei casi di operatori al Suem di Venezia e nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Civile e altri operatori contagiati o in isolamento con sintomi in pronto Soccorso e in Medicina a Chioggia.
Una buona notizia: l’avvio all’ospedale dell’Angelo, dopo una decina di giorni di attesa, della macchina per processare velocemente i tamponi del personale sanitario del Veneziano. Il piano tamponi per tutti voluto dal governatore Luca Zaia, da effettuare in primis sul personale di Usl 3 e 4, è in ritardo di una settimana abbondante. Ieri il tavolo tra direzione sanitaria e sindacati non si è tenuto per il terzo giorno di seguito. Oggi, il consigliere regionale Piero Ruzzante di Articolo Uno, presenterà un’interrogazione in Consiglio Regionale per chiedere conto della scelta, considerata gravissima. A monte della chiusura del dialogo c’è quello che la direzione sanitaria ha ritenuto un fatto grave, ovvero l’aver riportato alla stampa le considerazioni personali sulla correlazione tra contagio e Carnevale espresse da Massimo Girotto, direttore generale dell’Ospedale Civile specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Da quel momento la direzione non ha più voluto parlare con i sindacati che hanno chiesto all’unanimità di riprendere i preziosi incontri, pur con posizioni diverse.
La Cisl si è schierata dalla parte dell’azienda sanitaria, diversamente da Cgil e Uil. Nonostante il tavolo non si sia tenuto, la Cgil ieri ha inviato comunque il report con i problemi in corso, come quello sui contagiati che, anziché rimanere a casa con la denuncia di infortunio come previsto dall’Inail, vengono messi in ferie. Un altro disagio per pazienti e operatori e fonte di possibile rischio di contagio, è la modalità di ingresso e di ricovero dei possibili pazienti Covid-19 all’ospedale dell’Angelo di Mestre. In pratica quando un paziente entra in Pronto Soccorso, gli viene fatto il tampone e, nell’attesa dell’esito, viene trasferito in un reparto in una stanza singola. Se risulta positivo deve essere nuovamente trasferito, ma dopo le 20 la stanza non viene sanificata fino alla mattina successiva. Infine la Cgil chiede che la Regione faccia come la Toscana che ha stanziato 38 milioni per dare un riconoscimento ai lavoratori del settore sociosanitario impegnati nell’emergenza. —
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