Guarito dal Coronavirus, Federico è tornato a casa a Scorzè: «Insieme ce l’abbiamo fatta»

SCORZE'. «Ce l’abbiamo fatta».
È il grande striscione che Emanuela Celant, aiutata dal figlioletto di sette anni, ha esposto all’esterno della sua casa di Scorzè. Giovedì pomeriggio Federico Rotunno, il “suo” Fede, è tornato a casa, dopo sessanta interminabili giorni di ricovero all’ospedale Dell’Angelo di Mestre, nel reparto di terapia intensiva, combattendo contro il Coronavirus.
Una gioia incontenibile per la donna, titolare di un negozio di estetica a Marghera, che ha vissuto questi due mesi con il cuore «spezzato a metà», come ripeteva sempre. Una metà era con il marito: di appena 42 anni, asmatico, ma senza altre patologie particolari, medico odontoiatra con studio sempre a Marghera.
L’altra metà era con il papà Giacomo, anche lui ricoverato all’Angelo per il contagio da Covid-19: nel letto di ospedale ha compiuto 77 anni. Attaccato a una macchina nel reparto di terapia intensiva, dopo settimane Federico è passato alla semi intensiva, iniziando progressivamente a respirare in autonomia. Dopo interminabili giornate di angoscia, è finalmente arrivata la notizia attesa da fine febbraio: per Federico, il doppio tampone con esito negativo.

Ufficialmente guarito dal Coronavirus, dopo un altro mese trascorso in ospedale ieri pomeriggio ha finalmente fatto ritorno nella sua casa di Scorzè, stretto nel commosso abbraccio della moglie e del figlioletto. Un bambino con tantissimo coraggio e «che in questi due mesi non ha versato una lacrima» dice mamma Emanuela, piena di orgoglio per il suo ometto. E ora è grande festa in casa Rotunno, una famiglia che «ce l’ha fatta» e che ora, con il suo esempio, è pronta a dare coraggio - anche con tante iniziative di solidarietà di cui la donna si è fatta promotrice - alle tante persone che ancora stanno lottando contro questo mostro chiamato Covid-19.
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