Coronavirus, morta a 81 anni l’ex macellaia di Spinea Il figlio: «Attenti, proteggete i vostri cari»

SPINEA. «Mia mamma Lina Schiavo è stata uccisa dal corona virus in pochi giorni. È morta sola in ospedale a Dolo e non ha potuto nemmeno salutarci. State attenti, proteggete bene i vostri cari perché il coronavirus è terribile». A parlare, straziato dal dolore, è Luca Milan figlio di Lina Schiavo di 81 anni che il Covid 19 ha portato via all’affetto dei suoi cari solo qualche giorno dopo il suo compleanno. Il figlio abita a Marcon con la famiglia. L’anziana soffriva di cardiopatia ed era diabetica. Era molto conosciuta a Spinea per aver gestito insieme con il marito una macelleria in piazza Rosselli. «Le avevamo fatto una gran festa di compleanno lo scorso 3 marzo. Aveva compiuto 81 anni. Poi lunedì scorso ci sono state le prime avvisaglie. Prima la febbre alta oltre 38 che non voleva scendere ed è arrivata a 39. E poi la tosse».
Giovedì scorso le cose sono peggiorate repentinamente. «Ha avuto una crisi respiratoria» spiega il figlio, «non riusciva più a ristabilirsi a respirare regolarmente. La situazione è diventata critica. Abbiamo chiamato l’ambulanza e l’hanno portata all’ospedale di Mirano. L’ho salutata sulla barella mentre la stavano portando via. Non sono riuscito più a vederla. Lei che era sempre vicina a tutti è morta da sola sul letto dell’ospedale nel reparto di Pneumologia di Dolo dove era stata trasferita».

I famigliari non hanno potuto vedere Lina perché subito dopo la scoperta della positività al tampone, cioè sabato scorso, sono stati messi tutti in quarantena. «Non sappiamo», racconta ancora il figlio, «come possa essersi infettata. Lei era una persona che parlava con tutti di grande affabilità. Viveva sola nel suo appartamento in via Monti a Spinea. Tutti la conoscevano per il lavoro che aveva fatto come commerciante in paese insieme a mio papà morto da qualche anno. Forse siamo stati noi a contagiarla non lo sappiamo, per ora siamo in quarantena». Per i familiari, per il momento, niente tamponi. «Ce lo faranno solo se svilupperemo i sintomi della malattia. Io potrò uscire di casa il 27 marzo mia moglie qualche giorno prima, mio figlio per fortuna il 18 e per questo potrà andare anche a fare la spesa, siamo al limite delle provviste e dobbiamo sbrigare le pratiche per darle l’ultimo salito». Lina Schiavo lascia i figli Luca e Cinzia il genero Bruno la nuora Sabrina i nipoti e un pronipote. —
Alessandro Abbadir. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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