Spiagge, centomila ombrelloni ancora in attesa sul litorale veneziano

Da Sottomarina a Bibione si inizia già a pensare come affrontare la pesante crisi estiva legata al coronavirus. Lettini e sedie sdraio, l’incognita delle distanze  

VENEZIA. Più di 100 mila ombrelloni da Bibione a Rosolina, i balneari attendono solo di sapere come e quando potranno essere aperti. E anche quanti potranno esserlo. Gli interrogativi si sommano per questa categoria che rappresenta il fronte delle spiagge, quello che rischia di incendiarsi ai primi soli estivi sulla scia di paura che l’emergenza coronavirus lascerà inevitabilmente dietro a sè.

Nei giorni successivi alla Pasqua, la Regione ha dato il via libera a pulizia e prime manutenzioni sulla spiaggia desertificata. Un segnale positivo dopo che la categoria, tra le prime in assoluto, aveva deciso di fermare tutto anticipando i dettami del severo decreto del Governo. E adesso, quando Zaia ha consentito la manutenzione del verde, si sono subito preparati a chiedere di poter iniziare anche loro con la sistemazione della spiaggia che richiederà settimane. Non si può infatti aprire uno stabilimento balneare dall’oggi al domani e bisognerà essere preparati. Il presidente di UnionMare Confturismo Veneto, Alessandro Berton, conosce bene tempi e ritmi del lavoro, in quanto lui stesso gestisce stabilimenti balneari al lido di Jesolo. «Non possiamo aprire di certo da un giorno all’altro», spiega il presidente Berton, «abbiamo bisogno di tempo per trovarci preparati. Intanto, partiamo con la pulizia e la preparazione dell’arenile ed è un primo e importante passo che precede il futuro allestimento con le attrezzature necessarie. Ma non possiamo sapere ancora quando si aprirà la stagione estiva 2020. Inizialmente si parlava dei primi di maggio adesso, verosimilmente, pensiamo alla metà di giugno come possibile data per l’inizio della stagione sulle spiagge. Quello che è importante è dare un segnale di positività e dinamismo, dimostrare che ci siamo e che c’è speranza anche per una stagione estiva che segue un periodo difficilissimo come quello che stiamo vivendo. Per il resto, ci rimettiamo alle prescrizioni delle autorità: del Governo, della Regione e dell’Usl per gli aspetti sanitari».



«Noi stiamo facendo già delle riflessioni», prosegue Berton, «e tengo a precisare che lo facciamo in modo unitario lungo tutta la costa veneziana, con tutti gli operatori del settore coinvolti, per arrivare a una sintesi. Abbiamo pensato che uno degli aspetti da tenere in considerazione sarà la sanificazione completa delle strutture sull’arenile, siano i servizi igienici, le cabine e tutte le aree che gli ospiti frequentano. E poi anche ombrelloni e lettini saranno un aspetto importante per quanto riguarda la completa sanificazione. Il problema delle distanze sarà, però, quello più delicato da affrontare. Le prescrizioni regionali indicano un’area di 4 metri per 4, pur con delle deroghe, come ad esempio a Jesolo, che arrivano a 2,5 metri per lato nelle zone più affollate e con meno spazi. Ecco, una delle ipotesi potrebbe essere quella di non avere più deroghe. Bisognerà giocoforza pensare a un nuovo modello di spiaggia». —

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